Nuove accuse nei confronti degli uomini accusati degli abusi e della morte di Desirée Mariottini. Il 27 settembre senegalese Mamadou Gara, indagato nell’inchiesta per la morte dell’adolescente, avrebbe avuto rapporti sessuali anche precedentemente ai fatti avvenuti il 18 ottobre scorso quando la giovane venne trovata morta in uno stabile abbandonato nel quartiere San Lorenzo.

È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Roma che contesta all’uomo, già accusato di omicidio volontario e violenza sessuale, anche la prostituzione minorile. Per la vicenda Mariottini i magistrati contestano allo stesso Gara e a Yusif Salia, ghanese 32enne, il reato di spaccio di sostanza stupefacente aggravato dalla minore età della vittima. Il pm di piazzale Clodio, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, contestano ai due e agli altri indagati (Chima Alinno, 46 anni nigeriano e Brian Minthe, 43 anni senegalese) ora anche lo spaccio di sostanze stupefacenti ad altre persone per fatti precedenti al 18 ottobre.

Secondo la ricostruzione della procura, quando morì, la sedicenne frequentava lo stabile abbandonato in Via dei Lucani da quasi due settimane: lì si procurava la droga e la consumava. Quando si è sentita male, nessuno ha chiamato il 118 e la giovane, ridotta all’incoscienza, è stata violentata. Desirée non si è opposta in alcun modo: non poteva farlo perché non era in sé, non si reggeva in piedi mentre gli aggressori, senza nessuna pietà le erano addosso. Chi ha abusato di lei, subito dopo l’ha abbandonata sola, a terra, tremante, si è allontanato e l’ha lasciata morire.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Stefano Cucchi, le pressioni sul carabiniere-testimone: “Bisogna avere spirito di corpo. Aiutare i colleghi in difficoltà”

next
Articolo Successivo

Stefano Cucchi, il carabiniere al collega testimone: “Ha detto il comandante che dobbiamo aiutare i colleghi in difficoltà”

next