Qualcosa si muove a sinistra in vista delle Europee. L’ex ministro Carlo Calenda ha lanciato il suo manifesto “Siamo europei” e proposto la lista unica nella corsa per Bruxelles. L’appello ha già ottenuto decine di adesioni: dall’ex segretario Pd Maurizio Martina ai presidenti di Regione Zingaretti, Stefano Bonacini e Sergio Chiamparino fino all’esponente di Leu Enrico Rossi. Si notano tra gli altri anche il sindaco di Milano Beppe Sala e l’ex primo cittadino Giuliano Pisapia. Ma anche l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti. Si tratta di personalità appartenenti a diverse correnti, che nei mesi scorsi si sono più volte scontrati con la linea ufficiale: il progetto comune è un tentativo nuovo di ripartire.

Da tempo Calenda aveva parlato dell’idea di fare una “nuova casa” per accogliere i vari esponenti dei partiti del centrosinistra. Ma il progetto non era mai partito proprio per la difficoltà di conciliare tutti. Ora lo scenario è cambiato: l’obiettivo è correre per le Europee, senza per forza dover usare il simbolo del Pd (sul tema il dibattito è ancora molto acceso). Tante le adesioni eccellenti già registrate: l’ex premier Paolo Gentiloni, la deputata Debora Serracchiani, l’ex ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti; il sindaco di Bergamo Giorgio Gori; l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti. Poi gli esponenti della società civile: gli imprenditori Alberto Bombassei; e Andrea Illy; ma anche Walter Ricciardi, che si è appena dimesso dall’Istituto superiore di Sanità.

“Bene ci siamo”, ha scritto Calenda in rete. “Su www.siamoeuropei.it trovate il Manifesto per la costituzione del fronte lanciato insieme a 100 esponenti della politica locale e della società civile. Ora si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L’Italia e l’Europa sono più forti di chi le vuole deboli”. Calenda, già ministro dello Sviluppo economico nei governi di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni nella scorsa legislatura, si è iscritto al Pd dopo la sconfitta alle elezioni del 4 marzo scorso.