L’affitto di abitazioni con Airbnb torna alla ribalta nelle cronache a seguito di una denuncia via Twitter di Jeffrey Bigham, professore di informatica dell’Università Carnegie Mellon. Entrato nell’appartamento che aveva affittato, il docente si è accorto della presenza di una videocamera di sorveglianza nel soggiorno. Nelle Regole della casa ne era indicata l’esistenza, ma con riferimento alla zona ingresso e non al salone. L’ospite alla fine ha ottenuto il rimborso di quanto versato e la cancellazione del proprietario dall’elenco degli host. La vicenda è conclusa, ma riapre (e non chiude) un problema che esiste da tempo.

I proprietari delle case in affitto sentono la necessità di tutelarsi da atti di vandalismo e altro. Tuttavia gli ospiti hanno diritto alla privacy. Anche perché non sono mancati in passato usi impropri delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza.

Tuttavia il regolamento di Airbnb non è del tutto chiaro sui dispositivi di videosorveglianza. Nella versione italiana si legge: “chiediamo agli host di indicare tutti i dispositivi di sorveglianza presenti negli annunci e proibiamo qualsiasi dispositivo di sorveglianza posto all’interno di determinati spazi privati (come ad esempio camere da letto e bagni) […] Se sei un host e utilizzi qualsiasi tipo di dispositivo di sorveglianza nell’alloggio del tuo annuncio o nelle immediate vicinanze, anche se non viene acceso o collegato, ti richiediamo di indicarne la presenza nelle tue Regole della casa, specificando inoltre se vengono effettuate delle registrazioni. Se un host rivela la presenza di tali dispositivi dopo la prenotazione, Airbnb consentirà all’ospite di effettuare la cancellazione e ricevere un rimborso. Potrebbero invece essere previste delle penalità di cancellazione per l’host”.

Il proprietario dell’appartamento affittato da Bigham aveva riportato nelle Regole della casa la presenza della videocamera, ma indicandone la collocazione all’ingresso e non nel salone.  A ben vedere, il regolamento non chiede che sia specificata la collocazione dei dispositivi di sorveglianza. In teoria quindi l’host non sarebbe stato nel torto. Però le Regole della casa erano menzoniere, perché la indicavano all’ingresso invece che in salone. Il fatto che fossero “visibili nelle foto pubblicate” era ininfluente. Il professore dalla sua aveva l’argomentazione valida, ma non prevista dal regolamento, secondo cui per un ospite fa la differenza avere una telecamera all’ingresso, in salone o sul terrazzo.

Urge quindi una revisione del regolamento, in cui siano esplicitati maggiori dettagli, così da non dare adito a fraintendimenti. Nel frattempo, se state pensando di affittare una casa su Airbnb, usate tutte le attenzioni del caso. Prima di affittarla leggete con precisione certosina tutte le Regole della casa e osservate le foto con la massima attenzione. Una volta entrati in casa, fate un’ispezione approfondita, in cui tenete conto anche degli eventuali dispositivi di sorveglianza.

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