Ad arrivare in Italia saranno “poco più di dieci”. Bambini, insieme a mamme e papà, sbarcati a Malta dopo aver trascorso 19 giorni in mare sulla Sea Watch. Saranno affidati alla Chiesa Valdese, “senza oneri per lo Stato”. Nella notte di mercoledì Giuseppe Conte ha ottenuto da Matteo Salvini il via libera all’intesa siglata con l’Unione europea sulla distribuzione dei migranti. Il premier dal canto suo chiederà un incontro al commissario Ue per l’Immigrazione Dimitris Avramopoulos per chiedere che altri sette Paesi (tra cui la Germania) rispettino l’impegno di accogliere 200 immigrati sbarcati l’estate scorsa tra Pozzallo e Catania. E il commissario si è detto “pronto ad incontrare il governo italiano”.

Il compromesso è stato siglato a Palazzo Chigi durante un incontro tra Conte, Salvini e l’altro vicepremier Luigi Di Maio, dopo giorni di scontro a distanza. Il leader leghista, che per giorni ha ribadito che non avrebbe fatto “entrare nessuno”, si dice comunque soddisfatto. Rivendica che “il governo è compatto sulla linea rigorosa, porti chiusi, lotta agli scafisti e alle Ong” e “ogni nuovo eventuale arrivo dovrà essere a costo zero per i cittadini Italiani”. E in ogni caso “non ci sarà nessun arrivo finché l’Europa non rispetterà gli impegni presi (a parole) con l’Italia”.

Malta: “Sdegno per false accuse” – Ma intanto le affermazioni fatte ieri da Salvini su “presunti impegni di ridistribuzione volontaria non rispettati da parte degli stati dell’Ue”, tra cui Malta, scatenano la reazione della Valletta. Il governo maltese in una nota “esprime sdegno e sorpresa per le false accuse del ministro Salvini” e “invita il governo italiano a rivedere i suoi dati e astenersi dal ripeterle in futuro”. Salvini aveva detto che “i Paesi europei si erano impegnati a prendere 650 migranti sbarcati in Italia, ma solo 150 sono stati effettivamente redistribuiti”. Riferimento sia ai 477 sbarcati a Pozzallo il 16 luglio dell’anno scorso sia ai 177 sbarcati il 26 agosto a Catania da nave Diciotti. Per quanto riguarda lo sbarco di Pozzallo, gli accordi a livello europeo secondo fonti del Viminale prevedevano che Germania, Portogallo, Spagna, Malta e Francia avrebbero dovuto accogliere 50 persone, mentre l’Irlanda 20, per un totale di 270. Ma i trasferimenti effettivi sono stati 129: 23 persone sono andate in Germania, 50 in Francia (unico paese che ha preso tutta la quota prevista), 19 in Portogallo, 16 in Irlanda, 21 in Spagna e nessuno a Malta.

“Nessuna lezione da chi ha permesso che barchini e barconi si dirigessero verso l’Italia” – Secondo il governo della Valletta, “quando gli esperti italiani e maltesi si sono finalmente riuniti per decidere le modalità di attuazione di questi impegni, si è convenuto che poiché entrambi i paesi si erano reciprocamente impegnati a trasferire ed accogliere lo stesso numero di migranti e poiché tali migranti avevano già dovuto affrontare una traversata e un salvataggio difficile, anziché effettuare uno scambio, ognuno dei due paesi avrebbe mantenuto 50 migranti sul proprio territorio, rispettando le rispettive quote senza effettuare concretamente lo scambio”. Pertanto Malta “ha trattenuto i 50 dalla Lifeline che avrebbero dovuto essere trasferiti in Italia e l’Italia ne ha trattenuti 50 dal caso di Pozzallo che avrebbe dovuto essere trasferiti a Malta”. “Nessuna lezione da Malta, che per anni ha chiuso gli occhi e ha permesso che barchini e barconi si dirigessero verso l’Italia”, risponde a stretto giro il leader del Carroccio. “La musica è cambiata, in Italia si arriva solo col permesso. Abbiamo già accolto anche troppo, che gli altri si sveglino. #portichiusi!”.

Chiesa valdese: “Chiusa pagina vergognosa e disumana” – “Ringraziamo chi, finalmente, ha contribuito a chiudere una pagina vergognosa e disumana della politica europea”, è il commento di Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese. “Siamo felici di dare il nostro contributo e ci occuperemo di queste persone riconoscendo la loro dignità, come abbiamo sempre continuato a fare con tutti, anche con tanti italiani, di cui noi ci occupiamo quotidianamente”, aggiunge in una nota. L’ospitalità – spiega la Federazioni delle Chiese evangeliche italiane – è “totalmente a carico delle chiese protestanti grazie al finanziamento della Tavola valdese e a donatori, come per tutti i programmi rifugiati e migranti, primo fra tutti i corridoi umanitari promossi insieme alla Comunità di Sant’Egidio ecumenicamente dal 2015″. Fonti della Fcei fanno sapere anche che “è tutto pronto per l’accoglienza, abbiamo diverse strutture in grado di riceverli sia nel Nord Italia, in Piemonte, che a Scicli, in Sicilia, dove accogliamo famiglie e mamme con bambini. Andranno in strutture della Chiesa valdese e delle chiese evangeliche. Attendiamo di conoscerli, per ciascuno ci sarà un progetto personale“.

Il vertice notturno e l’intesa su due binari – Il tira e molla sui migranti è andato avanti fino all’ultimo. Salvini è tornato dalla Polonia intorno alle 21 e ha fatto sapere che, per ragioni di orario, l’incontro con Conte rischiava di saltare. L’intesa siglata da Conte con l’Europa lo aveva scavalcato, ma il vicepremier voleva mettere in chiaro di essere lui a decidere la linea sull’immigrazione. Lo ha ribadito per tutta la giornata, prima di entrare – alle 23 – a Palazzo Chigi e anche, via Twitter, a vertice in corso: “Io non mollo”, anche da Varsavia “non ho trascurato le vicende italiane, che ho seguito da vicino, e sullo stop agli sbarchi io non cambio idea”. E alla fine fonti leghiste fanno sapere che è “molto soddisfatto” perché “il governo è compatto sulla linea rigorosa, porti chiusi, lotta agli scafisti e alle ong”. Ma nuovi arrivi, sia pur ridotti, ci saranno e alla fine l’intesa tra Conte, spalleggiato da Di Maio, e Salvini, viene siglata su due binari.

Il primo è la condizione che non ci sia nessun costo per “gli italiani” (di qui ‘l’aiuto’ accettato dalla Chiesa valdese). Il secondo è alzare la voce in Europa perché sette Paesi, a partire dalla Germania, accolgano 200 migranti sbarcati lo scorso anno in Italia e sui quali si erano impegnati: il premier – fanno sapere da Chigi – chiederà un incontro al commissario europeo Avramopoulos per far eseguire la ricollocazione degli oltre 200 migranti che da agosto l’Italia aspetta che siano accolti dalla Germania, Olanda e altri 7 paesi europei che non hanno dato seguito agli impegni”. E in mattinata è arrivato l’ok da Bruxelles: il commissario “è pronto ad incontrare il governo italiano per discutere di qualsiasi ulteriore passo possa essere fatto per fare progressi su questo fronte”, ha detto la portavoce della Commissione per le Migrazioni Natasha Bertaud. “A quanto ci risulta, dei 220 ricollocamenti promessi molti sono già stati effettuati – ha aggiunto la portavoce – C’è un certo numero di casi pendenti, che vanno attribuiti a diversi motivi, compresa, in alcuni casi, l’irreperibilità del richiedente e, in un ristretto numero di casi, ragioni di sicurezza”.

Restano i nodi Consob e reddito – La prossima volta “meglio incontrarsi prima che dopo“, ha commentato Salvini con Conte e Di Maio, che lo hanno spiazzato con una fuga in avanti voluta dal M5s anche per tranquillizzare l’ala più a sinistra del Movimento. Ma non solo sull’immigrazione, i tre dovranno tornare a incontrarsi. Resta aperto il nodo Consob, con Di Maio che insiste sul nome di Minenna, nonostante le resistenze che vengono anche da una parte della Lega. E c’è da chiudere l’accordo sul decreto per reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni su cui, spiega Di Maio, non si riesce a chiudere oggi come era stato annunciato, perché “la Ragioneria dello Stato deve ancora lavorare”. M5s spinge per varare le misure in consiglio dei ministri venerdì ma la Lega non esclude che slittino alla prossima settimana.