L’apprendimento automatico dei robot è al centro del progetto GOAL-ROBOTS finanziato dall’Unione Europea. Lo scopo è quello di insegnare ai robot a risolvere problemi, senza l’intervento dell’uomo. Per comprendere da dove parte l’idea è doveroso precisare che al momento le Intelligenze Artificiali sono in una fase iniziale di sviluppo. Non siamo arrivati al punto di poter affidare ai robot compiti complessi che richiedono di prendere delle decisioni autonome in funzione degli avvenimenti che si verificano. Un po’ come i bambini piccoli, che inizialmente devono essere guidati dagli adulti, e piano piano acquisiscono autonomia.

Il parallelo con i bambini non è casuale, perché il progetto di cui stiamo parlando parte proprio con l’esame del modo in cui i piccoli umani prendono coscienza del mondo che li circonda. A tal proposito sono state fatte ricerche che coinvolgono 50 bambini di età compresa tra 3 e 18 mesi. Gli studiosi si sono concentrati sul modo in cui l’elaborazione degli eventi, derivanti dalle loro stesse azioni, spinge i piccoli ad acquisire determinate abilità.

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La finalità di GOAL-ROBOTS è quella di realizzare architetture e algoritmi computazionali a supporto dell’auto-generazione di obiettivi senza l’assistenza dell’essere umano. Seguendo un percorso simile a quello dei bambini, si mira cioè a fare leva sulla curiosità per fare sì che i robot generino autonomamente degli obiettivi da raggiungere, e sviluppino le competenze necessarie per riuscirci.

Una volta acquisite nuove competenze, le analogie tra gli obiettivi possono ulteriormente accelerare l’apprendimento. L’Italia ha un ruolo primario in questo progetto, perché coordina il gruppo interdisciplinare di ingegneri robotici, modellatori computazionali e psicologi dello sviluppo che si sta occupando dello studio.

Da una parte questo lavoro rappresenta una forte innovazione nel settore della robotica, perché dovrebbe consentire ai robot di acquisire competenze flessibili e in condizioni impreviste al momento della loro progettazione. Dall’altra, gli stessi studi permetteranno di comprendere meglio i meccanismi psicologici e cognitivi che regolano il nostro stesso sviluppo.

I passi da compire sono quattro, ciascuno con un livello di difficoltà crescente. Si parte con un processo di apprendimento di base, per passare poi all’acquisizione di più abilità sulla base di obiettivi auto generati. Terzo passo consiste nell’acquisizione di abilità in condizioni variabili. Ultimo sarà risolvere compiti definiti dall’utente e che coinvolgono oggetti diversi, basandosi sulle competenze acquisite nelle tre fasi precedenti.