Dall’immancabile sostegno a festival, cori e bande, che si spartiranno 1 milione di euro, ai 2,6 milioni per la “mobilità al servizio delle fiere“. Passando per i 150mila euro che il Tesoro potrà spendere in consulenze per accelerare la vendita del patrimonio pubblico e gli 11,5 milioni che copriranno la riduzione delle accise sulla birra, tagliate addirittura del 40% per i piccoli produttori indipendenti. Mentre l’Iva sui tartufi freschi scenderà dal 10 al 5 per cento. Sono alcune delle decine di interventi settoriali (106, secondo una ricognizione del Sole 24 Ore, solo quelli di valore inferiore a 10 milioni di euro) inseriti nella legge di Bilancio durante l’iter parlamentare e trasferiti nel maxi emendamento del governo che domenica 30 dicembre otterrà l’ultimo via libera della Camera.

Accanto ai 25 milioni di premi per il personale di Viminale, ministero dei Beni culturali e Agenzia delle Entrate, nell’elenco non mancano stanziamenti meritori. Come quelli per piccole opere indispensabili (per esempio gli 1,5 milioni per il ripristino del ponte San Michele tra Calusco e Paderno d’Adda, chiuso da settembre), il ripristino della dotazione del fondo Dopo di noi decurtato dal governo Gentiloni, le risorse per enti come il Cnr, l’Accademia dei Lincei, la Federazione italiana per il superamento dell’handicap e lo European Brain Research Institute, l’istituto di ricerca fondato da Rita Levi Montalcini che senza il contributo di 1 milione di euro inserito in extremis avrebbe rischiato la chiusura. Resta il fatto che la riforma del bilancio dello Stato varata nel 2016 in teoria vieta di inserire in manovra “interventi di natura localistica o microsettoriale”, che andrebbero finanziati con leggi ad hoc.

Iva agevolata su tartufi e pane ai cereali, accise ridotte sulla birra – Tra le norme che avvantaggiano singoli settori non ci sono solo le accise ridotte per il comparto della birra (da 3 euro a 2,99 per ettolitro, mentre l’imposta viene tagliata del 40% per i microbirrifici che producono meno di 10mila ettolitri l’anno). Spiccano le agevolazioni per i venditori di tartufo, rivendicate dalla Lega: il comma 698 dispone che l’Iva diminuisca dal 10 al 5% (identica a quella che oggi si applica a basilico, rosmarino e salvia e vicina al 4% previsto per i prodotti di prima necessità) sul prodotto fresco e dal 22 al 10% per quelli congelati, essiccati o preservati in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze. In più i raccoglitori occasionali di tartufi e di altri “prodotti selvatici non legnosi” e piante officinali spontanee che dalla vendita ricavano meno di 7mila euro l’anno (fino ad ora la franchigia era di 5mila euro) potranno, invece che dichiarare i guadagni ai fini Irpef, optare per un’imposta sostitutiva di 100 euro. Secondo la relazione tecnica il gettito atteso è di 1,9 milioni, ma a regime i minori introiti Irpef comporteranno una perdita per lo Stato di 3,9 milioni. L’Iva agevolata al 4% si applicherà poi non solo al pane ma anche a cereali, semi, erbe aromatiche e spezie usate nella panificazione.

Ci sono poi 1 milione di euro per il sostegno all’apicoltura e un credito d’imposta del 36% sulle spese sostenute dalle imprese per prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica e per l’acquisto di imballi biodegradabili e compostabili o derivati dalla raccolta differenziata di carta e alluminio. Di un credito di imposta fino a un massimo di 2mila euro godranno anche le edicole, a patto che esercitino “esclusivamente la vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici”. Viene poi rifinanziato con 2,5 milioni il fondo per le indennità ai pescatori nei periodi di fermo biologico. In campo ambientale vanno segnalati i 2 milioni di euro destinati alla lotta alla Xylella e al censimento degli alberi monumentali e l’istituzione (con un contributo di 200mila euro) della piattaforma italiana del fosforo per il recupero del minerale da fanghi, acque di depurazione e liquami zootecnici.

Roma, Torino e la Liguria in testa tra i territori – Molto più folto l’elenco degli interventi localistici. Si va dai 5 milioni al Piemonte per i lavori di elettrificazione della linea ferroviaria Biella-Novara ai 15 milioni per l’aeroporto di Reggio Calabria, passando per i 3 milioni destinati allo scalo di Crotone. Il Comune di Torino ottiene 7 milioni nel 2019 (35 in totale dal 2019 al 2023) a titolo di rimborso Imu per “errata determinazione dei gettiti”, anche se l’amministrazione Appendino rivendicava un credito molto superiore, pari a 61 milioni di euro. Ben 40 milioni andranno invece alla Capitale per il ripristino straordinario delle strade, con il possibile intervento del Genio militare. Altri 8 milioni di euro sono previsti per le “opere a mare” della Liguria danneggiate dal maltempo di fine ottobre. E i Vigili del Fuoco di Genova avranno a disposizione 1,6 milioni per l’acquisto di macchinari e 5 milioni per la sede del capoluogo. Per l’istituzione dell’Istituto di Ricerche Tecnopolo Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile e della “Commissione speciale per la riconversione economica” di Taranto presso il Ministero dello Sviluppo sono previsti poi 3 milioni l’anno. A Matera e Parma, capitali della cultura rispettivamente nel 2019 e 2020, arriveranno 2 e 3 milioni di euro per la valorizzazione del patrimonio. Il Trentino Alto Adige incassa 500mila euro per valorizzare le produzioni agroalimentari locali. Tutti i Comuni montani potranno invece spartirsi i 10 milioni aggiunti al Fondo montagna, a cui se ne aggiungono altrettanti sotto forma di “aiuti per le aree confinanti con Regioni autonome”.

La soluzione per l’Isee dei terremotati – Oltre alla proroga fino a fine 2019 della sospensione dei mutui su case inagibili per il terremoto dell’Emilia del 2012, per gli abitanti delle zone terremotate arriva un’altra novità. In vista dell’entrata in vigore del reddito di cittadinanza, sono stati stanziati 2 milioni di euro per escludere dal calcolo dell’Isee le abitazioni distrutte o inagibili in seguito a calamità naturale, che fino ad oggi contribuivano a determinare il presunto patrimonio del proprietario e avrebbero potuto tagliarlo fuori dal nuovo sostegno al reddito o determinare una riduzione del contributo.

Tra i contributi alla sanità l’aiuto ad hoc per il Mater Olbia – Molte le voci di spesa in ambito sanitario, della ricerca e del sostegno alle persone con handicap. Ci sono 500mila euro per la Fondazione ricerca malattie pancreas, altrettanti per l’Anagrafe nazionale dei vaccini e 250mila euro per lo screening straordinario delle patologie della retina, 5 milioni per il Centro nazionale di adroterapia oncologica Cnao di Pavia che cura i tumori con un metodo innovativo, 4 milioni per estendere lo screening neonatale anche a malattie genetiche come quelle neuromuscolari e di immunodeficienza congenita. Arrivano poi trenta milioni l’anno dal 2019 al 2028 per il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), mentre per la manutenzione e gestione del sistema informativo della banca dati delle disposizioni anticipate di trattamento (Dat) sono stanziati 400mila euro. Ma c’è anche un comma ad hoc per l’ospedale privato Mater Olbia che fa capo al fondo sovrano del Qatar: la regione Sardegna è autorizzata ad acquistare prestazioni sanitarie per una cifra fino al 20% in più di quanto previsto dalla normativa in vigore.

Torna a 56,1 milioni il fondo Dopo di noi – Per il fondo mobilità disabili ci sono 5 milioni di euro, mentre quello per i disabili privi di sostegno familiare, il cosiddetto Dopo di noi, viene riportato a 56,1 milioni di euro dopo che il governo Gentiloni lo aveva decurtato di 5 milioni. Altri 400mila andranno a sostenere la federazione Fish e verrà incrementato di 300mila euro il contributo all’associazione sportiva dilettantistica Special Olympics Italia, che organizza allenamenti ed eventi per soggetti con disabilità intellettiva. E 500mila euro sono stati stanziati per consentire anche alle istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) di “dare concreta attuazione ai servizi e alle iniziative in favore di studenti” con disabilità. Il Fondo inclusione persone sorde viene incrementato di 1 milione, mentre 10 milioni vanno a quello per il diritto al lavoro dei disabili. Un milione viene destinato alla Biblioteca per i Ciechi Regina Margherita di Monza e altrettanto va al Fondo vittime infortuni sul lavoro.

Un aiuto è previsto anche per gli sportivi che abbiano “onorato la Patria” e versino in condizione di “grave disagio economico“: 450mila euro vanno a rimpinguare il fondo con cui vengono finanziati gli assegni vitalizi “Giulio Onesti”. Viene poi incrementato di 1 milione il Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti istituito presso l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura.

Da Ugo Spirito a Nilde Iotti. E le celebrazioni di Ovidio proseguono per un anno – Ricco il capitolo del sostegno alla cultura, spesso nella veste di contributi ad anniversari come quello per i 20 anni dalla morte e 100 dalla nascita di Nilde Iotti, finanziato con 200mila euro. Mentre 60mila euro all’anno sono previsti per la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, in occasione del quarantesimo anno dalla morte di Spirito, firmatario del Manifesto degli intellettuali fascisti, e dei 90 anni dalla nascita dello storico De Felice. Le celebrazioni ovidiane – nel 2017 si è festeggiato il bimillenario dalla morte del poeta – vengono prolungate di un anno consentendo di dar fondo ai 700mila euro di contributo straordinario riconosciuti al Comitato. Previsti anche 203mila euro per l’accademia dei Lincei, 250mila per la Fondazione Lincei per la scuola, 400mila euro all’Istituto per la storia del Risorgimento italiano e tre assunzioni all’Accademia della Crusca. La Scuola superiore meridionale (dopo le polemiche, nonostante sia un distaccamento della Normale di Pisa si è deciso che non ne prenderà il nome) potrà contare su 8 milioni di euro. La società Dante Alighieri incassa 4,7 milioni per il recupero e la manutenzione straordinaria della sede romana, Palazzo Firenze. Tre milioni a valere sulle risorse del Piano per l’arte contemporanea saranno destinate alla promozione dell’arte italiana all’estero. Un altro milione va alla valorizzazione dei siti Unesco. Chiudono la lista i 600mila euro l’anno per progetti di conservazione e messa in sicurezza del patrimonio culturale nelle regioni colpite dal terremoto, che verranno realizzati dalle soprintendenze Archeologia, Belle arti e paesaggio di Abruzzo, Marche e Umbria e dalla soprintendenza Archeologia, Belle arti, paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti.