In futuro l’obesità si potrà combattere con un microchip sottocutaneo. Una tecnica decisamente meno invasiva rispetto a quelle chirurgiche adottate oggi. Il dispositivo è stato messo a punto dall’Università di Wisconsin-Madison e sarebbe in grado di attenuare gli attacchi di fame e così aiutare a dimagrire. Tutto ovviamente sotto controllo medico.

Per il momento la sperimentazione è stata fatta soltanto sui ratti, ma con esiti entusiasmanti: gli animali sono infatti arrivati a perdere fino al 40% del proprio peso.

Il chip misura meno di 1 x 1 cm‎ ed è quindi sicuro e impiantabile tramite procedure cosiddette “micro invasive”. Il suo funzionamento è semplice e non prevede la presenza di batterie per il funzionamento. Il chip infatti si alimenta ricavando impulsi elettrici dai naturali movimenti di digestione dello stomaco. Una parte dell’energia è poi ritrasmessa sotto forma di impulsi al nervo vago, che collega il cervello e lo stomaco.

In questo modo infatti il sistema nervoso viene ingannato e indotto a “credere” che il nostro stomaco stia lavorando alla digestione del cibo. Di conseguenza il senso di fame diminuisce e il soggetto è portato a mangiare meno.

Questa soluzione inoltre è più vantaggiosa rispetto ad esempio al classico‎ bypass gastrico, perché è reversibile. Come dimostrato nello studio infatti, una volta rimosso i ratti hanno ripreso le loro normali abitudini alimentari e il peso perduto nel giro di 12 settimane. Se in futuro dovesse essere possibile in qualche modo controllarne il funzionamento dall’esterno, potremmo accendere e spegnere il microchip in modo da fare dei cicli di “dimagrimento” sotto osservazione medica e mantenere il peso lungo l’intero arco dell’anno.

L’obesità è ormai un grave problema in tutto l’Occidente. Secondo un recente studio infatti in tutto il mondo ci sono più di 700 milioni, tra adulti e bambini, che soffrono di obesità, tanto da indurre gli studiosi a definire “pandemia” il costante aumento di problemi di salute legati al peso corporeo. L’ultimo rapporto dell’UNICEF mette in particolare l’accento sull’obesità infantile, in crescita drastica e legata a problemi di errata alimentazione.

Nel 2017 risultavano in sovrappeso 38,3 milioni di bambini sotto i 5 anni, 8 milioni in più rispetto al 2000, in pratica un bambino su tre. Per quanto riguarda l’Italia invece la percentuale di bambini e adolescenti obesi è aumentata di tre volte dal 1975 al 2016.

Il team di ricerca ha già brevettato il microchip e si prepara ora ad estendere la sperimentazione su altri tipi di animali. Se tutto dovesse continuare per il meglio si dovrebbe arrivare infine alla sperimentazione sugli esseri umani e quindi a un lancio sul mercato.

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