L’opposizione ungherese ha avviato un’inchiesta parlamentare dopo che alcuni rappresentanti, guidati dalla verde Bernadett Szel e dall’indipendente Akos Hadhazy, sono stati respinti con la forza dal personale di sicurezza dell’emittente di Stato per aver tentato di entrare negli studi televisivi e leggere le rivendicazioni dei manifestanti che da ormai una settimana stanno protestando contro la nuova legge voluta dal governo di Viktor Orbán e ribattezzata “legge schiavitù. Una risposta violenta, quella delle guardie del palazzo, che ha mandato un parlamentare socialista in ospedale e ferito una sua collega, nonostante la legge ungherese garantisca ai membri del Parlamento il diritto di accedere a tutti gli edifici pubblici. “Hanno abusato dell’immunità ostacolando il lavoro di un’emittente pubblica e sono sanzionabili a loro volta”, hanno commentato membri del partito di governo Fidesz, giustificando la condotta delle guardie mostrata dai video diffusi nelle ultime ore.

Uno di questi filmati è apparso sul profilo Facebook proprio di uno dei due leader alla guida del gruppo: Bernadett Szel. Nel filmato viene inquadrata la porta di entrata dell’edificio, con un gruppo di persone che stanno manifestando appena fuori. A un certo punto, appaiono le guardie che spingono fuori la parlamentare e poi si concentrano su Hadhazy. L’uomo cerca di opporre resistenza e di rientrare nel palazzo, ma viene gettato a terra dai responsabili alla sicurezza che, così, riescono a chiudere la porta. “Siamo stati cacciati fuori da un edificio pubblico”, denuncia la parlamentare dei Verdi. Poi, nelle ore successive all’episodio ringrazia i sostenitori e promette loro di andare avanti, dopo aver annunciato, però, che insieme al collega denuncerà formalmente la “violenza nei confronti di pubblici ufficiali” e invierà anche “una denuncia alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo per gravi violazioni della libertà d’espressione”.

Sui profili dell’opposizione sono circolati anche altri video. L’account del Partito Socialista ungherese (Mszp) ha diffuso le immagini della deputata Bangóné Borbély Ildikó mentre cerca di affrontare il cordone di uomini della sicurezza a protezione di una porta, presumibilmente quella dello studio televisivo. Il partito denuncia l’azione del personale dicendo che “sette guardie armate hanno schiacciato Bangóné Borbély Ildikó” contro la porta. Nel video si vede che la deputata è rimasta tra le due file di uomini schierati a difesa dello studio e, nel tentativo di respingere altri manifestanti, hanno impedito alla donna di uscire dalla calca.

Chi invece non è riuscito a dare sostegno attivo ai politici penetrati nell’edificio è il vicepresidente del partito Coalizione Democratica, László Varju, che ha così deciso di intraprendere un sit-in di protesta in diretta Facebook ai tornelli d’entrata dell’edificio. Nel filmato, che dura più di 9 minuti, si vede l’uomo sdraiato a terra che denuncia la presenza di membri delle forze dell’ordine all’interno di un edificio pubblico per sgomberare pubblici ufficiali. A un certo punto, le guardie provano a sollevarlo e respingerlo con la forza, l’uomo si dimena, si sentono delle grida e, poi, viene di nuovo posato a terra, così l’uomo può continuare con il suo comizio social. Il tentativo di entrare nell’edificio della tv di Stato è fallito ma, come ripetono i capi della protesta, “la lotta continua”.

Twitter: @GianniRosini

Articolo Precedente

Il capitalismo cinese compie 40 anni. Accettiamolo: l’economia Ue è condannata all’irrilevanza

next
Articolo Successivo

Belgio, premier Charles Michel annuncia le dimissioni. Governo si era spaccato dopo l’ok al Global Compact

next