Il Comune compra il bitume, ma poi le strade le rifà l’esercito. La soluzione, proposta dal M5s con un emendamento alla Manovra è stata bocciata dalla maggioranza in commissione Bilancio. La modifica voluta dal Movimento 5 stelle, così come riportava questa mattina il Messaggero, aveva avuto il via libera del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi di domenica sera: una comunione d’intenti non rispettata una volta arrivati in commissione. La maggioranza, secondo alcune indiscrezioni, starebbe valutando di riformulare l’emendamento dichiarato inammissibile. Se fosse stato approvato, l’intervento sarebbe stato una novità assoluta in Italia con l’utilizzo del genio militare e delle sue tecnologie per risanare le strade della Capitale. Nel caos delle polemiche è intervenuta la viceministra dell’Economia Laura Castelli: “Inutile creare allarmi ingiustificati. L’intervento per la manutenzione delle strade di Roma ci sarà e sarà regolarmente finanziato. Stiamo effettuando una semplice correzione formale del testo, che sarà ripresentato a breve e che finalmente aiuterà la Capitale a risolvere l’annosa questione delle buche nelle strade”.

di Manolo Lanaro

Il primo a frenare gli entusiasmi, non appena si era diffusa la notizia, era stato il ministero della Difesa, di cui è titolare la ministra M5s Elisabetta Trenta. L’intervento del genio esercito è “circoscritto alle sole emergenze”, avevano precisato fonti vicine al dicastero. “L’impiego del genio per l’intervento sul sistema infrastrutturale di Roma è una iniziativa di natura parlamentare, non governativa, il che significa che ad esprimersi dovrà essere il Parlamento. Laddove l’emendamento passasse, ci metteremo a disposizione per valutarne un eventuale impiego. Il genio è una delle più forti capacità duali di cui dispongono le Forze Armate e ricordiamo che un suo intervento è comunque circoscritto alle sole emergenze, tra le quali si possono annoverare anche gli interventi in quei tratti stradali pericolosi per l’incolumità della collettività”. La ministra Trenta aveva infatti smentito un intervento diretto per risolvere il problema buche: “L’esercito interverrà su quelle strade in cui c’è stata un’altissima mortalità”, ha detto in mattinata. “Perché, come ho detto, noi andiamo a supporto delle amministrazioni dove ci siano situazioni di emergenza riconosciute e richieste di intervento”. E alla domanda se interverranno sulle buche, ha risposto? “No, non tapperemo le buche. Daremo supporto alla situazione di emergenza”.

L’emendamento aveva previsto una serie di stanziamenti. Per il 2019 erano previsti 5 milioni di euro a disposizione del genio militare per comprare le macchine asfaltatrici e 60 milioni all’amministrazione capitolina per acquistare la materia prima che servirà a coprire crepe e voragini. Nel 2020 la strategia sarebbe proseguita, con altri 20 milioni totali a disposizione. La prima ad aver esultato era stata proprio la sindaca M5s di Roma Virginia Raggi: “E’ una grande vittoria per Roma e i romani. Il governo sta mantenendo le promesse, ha stanziato i fondi per il rifacimento delle strade, ulteriori fondi per il trasporto pubblico. Verrà impiegato l’esercito e il genio militare. Chiaramente è solo l’inizio, il governo ha stanziato ulteriori fondi anche per il trasporto pubblico, vediamo finalmente un esecutivo che è interessato alle sorti della capitale”. Quindi aveva conclusa: “Ringrazio l’assessora Margherita Gatta, ringrazio il ministro Elisabetta Trenta e il vice ministro Laura Castelli che hanno supportato la richiesta di Roma”. Non a caso l’emendamento M5s alla Camera era stato firmato da Francesco Silvestri, deputato 5 stelle già membro dello staff della Raggi. L’operazione sarebbe dovuta durare un biennio (quindi proprio fino al termine dei cinque anni di amministrazione) e coinvolgere, secondo le prime bozze del Campidoglio, oltre 200 chilometri di strade. A riportarne i dettagli oggi era stato Il Messaggero, stimando un costo a carico del ministero della Difesa di 240 milioni di euro. Inizialmente la battaglia era stata sui numeri: quanti milioni sarebbero stati inseriti nel fondo per Roma, che comprende anche la metropolitana e il verde pubblico. Si parlava di 180 milioni, subito stoppati dal Tesoro. Poi la sottosegretaria Castelli ha messo sul piatto la necessità di una misura ad hoc, più organica, che potesse diventare un modello da replicare anche nel resto d’Italia.

Contro la proposta si è schierato per primo il partito di Fratelli d’Italia: “Sono stato il primo”, ha detto il capogruppo in commissione Difesa Salvatore Deidda, “ad elogiare alla Camera le capacità del genio militare nell’affrontare le emergenze e le calamità naturali ma trovo assurdo rivolgersi all’esercito per sopperire ad emergenze ataviche come quella delle buche del manto stradale di Roma dovute all’incapacità gestionale di una amministrazione comunale. Se non ci fosse da piangere, davanti a certe proposte, ci sarebbe da chiedersi se gli stessi proponenti 5 Stelle non ritengano una catastrofe l’amministrazione Raggi tanto da dover delegare le Forze Armate”.