Di prima mattina la bocciatura con parole che hanno bloccato i timidi segnali positivi arrivati da Bruxelles, poi la precisazione dopo l’ennesima giornata di trattative. Nel clima di tensione che sta accompagnando le trattative sul rapporto deficit/pil dell’Italia, il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici ha ribadito che “servono altri passi”. Salvo poi, dopo aver rivisto Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Giovanni Tria, giustificarsi dicendo che “intendeva chiedere un maggiore sforzo di dialogo”. Dichiarazioni che hanno raffreddato gli entusiasmi, mentre dal Quirinale filtrava un primo sospiro di sollievo di Sergio Mattarella dopo un lavoro sotto traccia svolto da due mesi e mezzo a questa parte per evitare una procedura d’infrazione. Serenità condivisa dai mercati, con lo spread tra Btp e Bund che ha aperto in calo e poi è sceso fino a toccare i valori minimi da fine settembre, nonostante le frasi di Moscovici, per poi ritornare sopra 270 punti base. Apertura positiva anche per Piazza Affari con il Ftse Mib che guadagna l’1,28%, primo tra le borse europee (tutte con il segno più).

Moscovici in audizione al Senato francese: “Un passo nella giusta direzione, ma resta ancora da fare” – Pierre Moscovici in mattinata è stato sentito in audizione davanti al Senato francese e lì ha parlato anche della manovra italiana. “E’ un passo nella giusta direzione, ma voglio comunque dire che non ci siamo ancora, che resta ancora da fare, forse da una parte e dall’altra”, ha detto. Per quanto riguarda la posizione della Francia, che comunque dovrebbe sforare il 3 per cento in seguito alle promesse di Emmanuel Macron, ha detto: “Non possiamo transigere sulle regole” e ribadito che non vi è nessun “trattamento privilegiato” per la Francia. “Queste regole, possiamo applicarle in modo intelligente, flessibile e sottile, ma non possiamo derogarvi”, ha insistito il commissario. “Cerchiamo il modo per rendere compatibili le scelte politiche, che sono quelle che sono e che sono legittime, con delle regole che sono comuni e che tutti seguono. In questo momento passiamo da un dialogo intenso, positivo, costruttivo, per trovare una soluzione, e la necessaria preparazione delle tappe procedurali nel caso in cui questo dialogo non giungesse ad una conclusione. Il che evidentemente non è ciò che auspichiamo”.

Moscovici dopo l’incontro con Tria e Conte: “Sono stato frainteso. Sforzi di dialogo, non di cifre” – La precisazione alle parole di Moscovici è arrivata in serata. “Nelle parole pronunciate stamani a Parigi davanti al Senato”, ha detto ai giornalisti lasciando la sede della commissione a Bruxelles, “sono stato frainteso. Ho detto che bisogna fare degli sforzi, ma in che senso? Degli sforzi di dialogo, degli sforzi di discussione, non ho parlato di cifre”. “Non ho voluto parlare di uno sforzo di bilancio aggiuntivo, non parlo mai di cifre, salvo che nella discussione. Ho parlato di uno sforzo di comprensione, di chiarimento e ho detto che siamo in un lavoro che è intenso, costruttivo e positivo. E che non desideriamo arrivare alla procedura, che dobbiamo preparare ma che non è la nostra prospettiva”. Comunque, ha aggiunto Moscovici, “chiarisco perché non ci siano malintesi: quando ho detto che non ci siamo ancora, questo vuol dire che non abbiamo ancora concluso la discussione. Niente di più. Rispetto lo sforzo fatto dal governo italiano, ho partecipato a questo momento ieri che è stato estremamente costruttivo. Abbiamo fatto un buon progresso e salutiamo con favore le proposte. Resta del lavoro tecnico da fare, con la volontà condivisa di arrivare ad una posizione comune. Lavoriamo e continuiamo a lavorare”. Moscovici ha anche detto che l’incontro con Tria è stato estremamente costruttivo, nello stesso spirito positivo che è il nostro, sui parametri tecnici della proposta italiana. Le due parti lavorano con una volontà condivisa”, che è quella “veramente di arrivare ad una posizione comune, e farlo rapidamente”.