L’Italia è in prima linea nella lotta al riscaldamento globale e all’altezza di una grande sfida: si candida, infatti, ad ospitare la Cop26, la conferenza dell’Onu sul clima, nel 2020, che è un impegno politico, finanziario e logistico significativo. “Insieme al premier Giuseppe Conte abbiamo deciso di formalizzare la candidatura proprio pochi minuti fa”, ha twittato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, da Katowice, dove sta per chiudersi la Cop24.

E proprio parlando durante la Conferenza in Polonia, anche la Gran Bretagna ha ufficializzato la propria candidatura “per il critico summit” ha detto il ministro dell’Energia e della crescita pulita Claire Perry. La Cop del 2020 viene considerata infatti cruciale per la piena operatività dell’accordo di Parigi del 2015 verso la riduzione delle emissioni di CO2 e la decarbonizzazione, per contenere nei 2 gradi l’aumento medio della temperatura globale entro fine secolo rispetto all’era preindustriale. Obiettivo, tuttavia, alla situazione attuale praticamente impossibile.

A Katowice, intanto, sono in corso trattative frenetiche fra i quasi 200 Paesi partecipanti per raggiungere un documento che definisca le regole (Rulebook) per mettere a segno gli obiettivi fissati nel 2015 a Parigi. I paesi in via di sviluppo e soprattutto quelli più vulnerabili agli aventi climatici estremi perché rischiano anche di sparire, chiedono ai paesi più ricchi più ambizione e trasparenza negli impegni. “E’ ora di raggiungere dei compromessi politici, che significa sacrifici individuali, ma che porteranno benefici a livello collettivo” ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres secondo cui “un fallimento a Katowice sarebbe un suicidio”.

La candidatura dell’Italia “è la vittoria della mobilitazione della società civile e di tutti coloro che vogliono un’Italia 100% rinnovabile e leader nella battaglia contro i cambiamenti climatici” esulta l’ex ministro dell’Ambiente e presidente della Fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio che ha lanciato su Change.org la petizione “Salvailclima” per sostenere la candidatura dell’Italia che in pochi giorni ha superato 100.000 firme. Fra i sostenitori anche gli ex ministri dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e Andrea Orlando. Milano potrebbe essere la città ospitante. “La Regione Lombardia sosterrà la candidatura rendendosi già da ora disponibile ad ospitare l’evento, mettendo a disposizione infrastrutture e risorse necessarie” ha annunciato Livia Pomodoro, presidente del Milan Center for Food Law and Policy. Proprio mercoledì il ministro Costa aveva annunciato la piena eliminazione dell’uso del carbone entro il 2025 e la volontà di contrastare il cambiamento climatico non solo all’interno della sfera nazionale ma anche oltre i nostri confini, un impegno con il mondo volto a ridurre le vulnerabilità delle aree più in difficoltà e povere del pianeta.

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