Un mese dopo la piazza del sì, la Tav torna a riempire le strade di Torino. Da piazza Statuto è partito il corteo del fronte del No che poi è confluito in piazza Castello. “C’eravamo, ci siamo, ci saremo! Ora e sempre No Tav”, è lo striscione che ha aperto la manifestazione contro la Torino-Lione. “Mentre la coda non è ancora partita, possiamo già dire che siamo 70mila e faremo i conti alla fine. Una marea No Tav”, scrivono gli organizzatori. I manifestanti sono invece circa 50mila secondo La Presse, mentre per la questura sarebbero non più di 20mila. All’iniziativa organizzata dai favorevoli all’Alta velocità il 10 novembre gli organizzatori avevano parlato di circa 30mila presenti, mentre per la questura erano 25mila.

Perino: “M5s faccia quello che ha promesso” – “Chiediamo che tutto questo abbia fine, lo chiediamo con forza al M5S perché l’avevano scritto nel loro programma“. È l’appello lanciato dal palco della manifestazione No Tav di Torino da Alberto Perino, leader storico del Movimento. “Ci rendiamo conto – ha detto – che non sono soli al governo ma gli chiediamo di resistere e portare a casa quello che hanno promesso“. “La Tav si può solo non fare o ci troverete tutti davanti alle vostre ruspe– aggiunge – ci interessa fermare questo spreco assurdo e idiota che non possiamo permetterci”. “Hanno voluto fare l’analisi costi benefici, se è fatta in modo serio non potrà che dare un solo risultato: l’opera economicamente è insostenibile, inutile e devastante per l’ambiente”, ha concluso Perino.

Il messaggio della sindaca Appendino – Alla manifestazione No Tav di oggi pomeriggio c’erano “persone che vogliono ribadire che un futuro disegnato su un modello di sviluppo alternativo, sostenibile e collettivo è possibile. E che non può essere rappresentato dalla linea Torino-Lione“. La sindaca Chiara Appendino, su Facebook, definisce la Tav “una grande opera che rappresenta un modello di sviluppo del passato a fronte di un mondo che sta cambiando molto velocemente con prospettive inedite”. “Non ho mai esitato a ribadire la mia contrarietà all’opera – aggiunge – e la vicinanza a chi condivide queste istanze”.

Airola (M5s): “Opera non si farà o tutti a casa” – “L’analisi costi benefici prima o poi arriverà e la Tav non si farà, lo stiamo dicendo chiaramente e credo stiano facendo un buon lavoro”, ha affermato, dal palco della manifestazione, il senatore M5S Alberto Airola: “L’opera – ha ribadito – non si farà mai. Sono sei mesi che stiamo lavorando. Ci sono differenze, ma ce la faremo”. Airola è “certo” che il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli “stia aspettando che arrivi il risultato definitivo dell’analisi. Uno studio – ha concluso – che confermerà che questa grande opera è inutile come diciamo da sempre. Se così non fosse andremmo tutti a casa“.

Toninelli: “Piazza a favore di idea sostenibile di futuro” – Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli su facebook ha espresso “grande rispetto e considerazione per chi è sceso in piazza oggi a favore di una idea alternativa e sostenibile di futuro, di progresso”, ricordando che “l’analisi costi-benefici sul Tav Torino-Lione non serve solo ad ‘aiutare’ il decisore politico, ma anche a rendere più consapevole e informata questa sana discussione pubblica“. La capogruppo M5S al Consiglio comunale Valentina Sganga però sollecita “i ministri, i nostri ministri, a fermare subito l’opera” perché “settantamila persone vanno oltre gli esiti, più che scontati, che potrà produrre la stessa analisi costi/benefici. È una questione di giustizia, di civiltà e di democrazia: fermiamo subito il Tav”. Per la Sganga “oggi dovevamo essere 50mila amici, eravamo qualche migliaio in più e questa massa democratica non può soggiacere a nessun valore economico”.

Per il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli “gli oltre 70mila No Tav a Torino sono il segnale indiscutibile del fatto che siano in tanti a pensare che il progetto sia figlio di esigenze e visioni superate. Se è vero che la politica deve essere espressione di un popolo, non si può non prendere in seria considerazione la manifestazione di oggi. A chi strumentalizzò la manifestazione “Si Tav” etichettandola come protesta contro la sindaca Appendino arriva la risposta: le strade di Torino piene di persone e idee per il futuro. Avevano preso una bella cantonata”.

“Siamo in 100mila, grazie alle madamin” – Il leader No Tav Perino dal palco ha urlato “siamo in 100mila, ve ne rendete conto?”, mentre la testa del corteo con alle spalle una folta delegazione di sindaci in fascia tricolore entrava in piazza Castello. E poi le donne No Tav, gli studenti, i rappresentanti di numerosi comitati contro le grandi opere. “A sarà dura“, ha aggiunto Perino, scandendo lo storico slogan del movimento. La manifestazione “sta andando oltre le più rosee aspettative. Tanta gente No Tav che aveva perso la voglia e la grinta – ha continuato – si è sentita spronata dagli insulti delle madamin“. “Ci hanno lanciato la sfida e abbiamo vinto. In questa piazza vedo tanta normalità, ci sono moltissimi giovani e nessuno di chi ha manifestato oggi è stato precettato”, ha ribadito Lele Rizzo, leader del centro sociale Askatasuna.

Riuniti sotto la Mole anche vigili del fuoco, ambientalisti e centri sociali, la Fiom-Cgil, una delegazione di amministratori francesi e anche il Movimento 5 stelle, dopo l’ordine del giorno con cui il Comune di Torino ha chiesto al governo di fermare l’opera. “È una manifestazione che a spanne è da 100mila persone. Essere qui significa rappresentare una città e una maggioranza che ha votato un programma. La sindaca Appendino la pensa come me e io qui la rappresento”, ha detto il vicesindaco Guido Montanari mentre sfilava dietro lo striscione ‘Amministratori No Tav’ insieme a molti consiglieri.

I sì Tav: “È un flop, meno di 10mila persone” – Anche Montanari concorda dunque con la stima di Perino, mentre i detrattori, come Silvio Viale, esponente radicale di Più Europa, hanno commentato: “È un flop. Invece dei 70mila annunciati, sono meno di 10mila intruppati nei 400 metri tra piazza XVIII dicembre e piazza Statuto”. “Alla manifestazione No Tav stanno partecipando molte persone in meno rispetto a quella dei favorevoli al Tav. Insomma, tanto rumore per nulla“, ha detto anche il leader di Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd.

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