Google sta per avviare in Finlandia i test europei per la consegna di pacchi tramite droni. L’ha annunciato l’amministratore delegato di Alphabet (a cui Google fa capo) James Burgess nel corso della conferenza Slush in corso a Helsinki, in Finlandia. Il progetto pilota, che inizierà nella primavera del prossimo anno, servirà per valutare la consegna di pacchi con peso fino a 1,5 kg, su una distanza massima di circa 10 km. Perché, fra 28 paesi membri dell’Unione, proprio la Finlandia? Sono due i motivi addotti da Burgess: primo, “i finlandesi sono famosi a livello internazionale per essere i primi ad adottare le nuove tecnologie”. Secondo, tenuto conto del “clima invernale in Finlandia, siamo abbastanza fiduciosi che se i nostri droni possono consegnare qui, possono consegnare ovunque”.

I test di Alphabet non sono agli albori, anzi sono piuttosto avanzati, se si tiene conto che i suoi droni Wing hanno effettuato 18 mesi di prove in Australia, con oltre 55mila viaggi. E che i droni Hummingbird (sempre di Alphabet) hanno già solcato anche i cieli europei, sempre in Finlandia, a Tampere, a nord di Helsinki. La differenza fra i due modelli di droni è piuttosto semplice, come spiega il quotidiano The Telegraph. I modelli Wing effettuano una consegna vera e propria, quelli Hummingbird non atterrano, ma “calano” i colli mediante cavi. Il risultato è lo stesso: la merce viene consegnata a destinazione senza restare bloccata nel traffico, e inquinando molto poco.

Uno dei motivi per il quale Alphabet – così come molti concorrenti – è così interessata alle consegne tramite drone, è appunto che il 27% dei gas inquinanti proviene da mezzi utilizzati per trasporto e consegna (dati Alphabet). L’azienda statunitense punta quindi su prodotti energeticamente efficienti e 100% elettrici. Secondo i dati ufficiali, fra i punti di forza dei modelli Wing ci sono la capacità di volare in completa autonomia e di individuare da soli il percorso migliore e il luogo in cui effettuare la consegna senza rischi, sfruttando specifici algoritmi di machine learning, cioè di autoapprendimento.

Se vi state chiedendo quanto tempo passerà prima che saranno a droni a consegnarci quello che abbiamo ordinato online, la risposta è che al momento non si sa. A parte le prove tecniche del caso – come quella che sta conducendo Alphabet – l’ostacolo maggiore da superare sarà quello burocratico. Sono le autorità responsabili del traffico aereo nei diversi Paesi a dover dare l’autorizzazione al volo dei droni. Autorizzazione che, per esempio, negli Stati Uniti non viene concessa al momento per motivi di sicurezza. In Europa si parla da tempo di una normativa unica che regolamenti questi mezzi aerei, speriamo si arrivi presto a un testo condiviso da tutti i Paesi membri.

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