Quando la Lega sovranista di Salvini sfilerà a Roma l’8 dicembre, alla finestra ci sarà la bandiera dell’Europa. Perché se “i nazionalisti vogliono distruggere l’Europa, noi vogliamo cambiarla”. Quello che propone l’associazione Europa Now! non è una mobilitazione di piazza, ma un corteo che con un simbolo vuole rimettere al centro i valori fondativi dell’Unione.

“Sentiamo l’emergenza di agire contro l’avanzata dei nazionalismi e vogliamo un’Europa che garantisca gli stessi diritti per tutti i suoi cittadini – spiega Eric Jozsef, co-fondatore di EuropaNow! e corrispondente di Libération, che ha lanciato l’iniziativa insieme alla Gioventù federalista europea -. Bisogna fare sentire che l’Europa appartiene alla società civile. Che abbiamo valori e un immaginario comune”.

Europa Now! vuole “fare un assalto democratico contro quella che oggi è una minaccia seria”. Jozsef si riferisce “ai rischi che oggi vediamo in Polonia, in Ungheria. Alla Brexit e a quello che è successo con le elezioni in Andalusia“, dove il partito di estrema destra Vox è entrato per la prima volta nel parlamento regionale. “Senza dimenticare la Lega di Salvini, che mette in dubbio l’autorità giuridica della Ue e parla di uscita dall’euro”. Esporre una bandiera alla finestra per dimostrare che “la Ue non è quella degli intellettuali e dei giornalisti. Che non siamo la commissione di Juncker, quelli dell’austerità e dei vincoli di bilancio e neanche l’Europa dei piccoli compromessi. Vogliamo un’Unione federale, dove tutti i cittadini possano scegliere il governo a Bruxelles“.

Da venerdì 30 novembre EuropaNow! e la Gioventù Federalista Europea hanno avviato presìdi europeisti in alcune piazze di Roma dove vengono anche distribuite bandiere europee. Recuperarne una, infatti, è uno dei problemi. “In molti non ce l’hanno, per questo ci siamo organizzati per fornirle. Un’occasione anche per parlare dei valori su cui è nata l’Unione“. Da riformare e migliorare “avendo ben presente l’avvertimento di Vaclav Havel ‘Se non saremo capaci di sognare un’Europa migliore, non costruiremo mai un’Europa migliore’”.

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