“L’intervento di Beppe Grillo e Luigi Di Maio sulla sfiducia al governatore del Lazio Nicola Zingaretti? Sono rimasta molto perplessa”. Roberta Lombardi, capogruppo M5s in Regione Lazio e in passato una delle fedelissime dei vertici 5 stelle, intervistata dal Messaggero, non ha nascosto i suoi malumori per l’intervento del garante e del vicepremier sulla questione della mozione contro il presidente Pd. La vicenda risale a sabato primo dicembre, quando in consiglio l’atto non è passato anche per le liti interne delle opposizioni. La Lombardi in un primo momento aveva dato indicazione di non andare in Aula, posizione poi rivista anche per l’intervento di Grillo nella notte della vigilia che su Facebook ha scritto: “Mi aspetto che tutti votino la sfiducia”. E pure: “L’Elevato consiglia di votare tutti compatti! Sfiduciate la fiducia o fiduciate la sfiducia o l’Elevato non avrà più fiducia!”.

Per la Lombardi si è trattato di un intervento non concordato o comunque che non si aspettava, tanto da dichiarare: “Grillo non si occupa di tematiche territoriali e mi chiedo chi lo abbia spinto a intervenire e cosa gli abbia detto. Per il futuro chiedo a Beppe e Luigi che qualsiasi cosa volessero sapere sul Lazio mi chiamassero“. Quello che Lombardi contesta è il fatto di non essere stata consultata prima e di aver scoperto il messaggio solo una volta che l’ha visto su Facebook. “In queste settimane ho informato Luigi, non mi aspettavo questo intervento notturno. Sono usciti con una posizione a mezzanotte”, ha dichiarato la Lombardi. “E’ giusto che il capo politico intervenga, ma deve sentire i referenti politici nel territorio e concordare una linea”. Quindi, secondo la capogruppo, il problema per lei sono state le modalità e non tanto il contenuto perché, ha detto, avrebbe comunque votato la sfiducia. “Sono rimasta interdetta. Né io né i miei colleghi ci facciamo influenzare la linea. Se l’avessimo pensata diversamente, nonostante il loro intervento, ci saremmo spiegati per dire loro le nostre ragioni. In questo caso, le linee coincidevano”, ha detto Lombardi. “E’ un precedente che spero non si ripeta più, né per il Lazio né per gli altri territori dove amministriamo”.

Quindi alla domanda se questo sia il precedente per la sua “defenestrazione” da capogruppo, ha replicato: “Se dovesse esserlo me ne farò una ragione, ma il codice etico parla chiaro. Il mio ruolo sarà rimesso a disposizione dopo 18 mesi dalle elezioni. Non ho violato alcunché e, per dirla tutta, faccio parte dei garanti del Codice Etico e, proprio in virtù di questo mio ruolo, ci tengo molto a dare il buon esempio”. Sulla collega Valentina Corrado, con la quale si è già scontrata più volte, ha solo commentato: “E’ vicina a Di Maio, dato il suo ruolo di responsabile Enti Locali. Ma non posso sapere con certezza se in virtù di ciò abbia provato a influenzare la linea politica scelta dalla maggioranza del gruppo”.