“In Italia il mio progetto non venne nemmeno considerato. Mi dissero che con un magazine online non avrei fatto strada. A meno che non seguissi dei binari politici“. Così Filippo Baglini, 44 anni, pietrasantino, una laurea con lode in Fisica nucleare all’Università di Pisa e un lavoro al Cern di Ginevra sugli acceleratori di particelle, dieci anni fa ha lasciato tutto ed è volato a Londra per realizzare il suo sogno: vivere di giornalismo. Oggi la sua azienda di comunicazione, fondata al costo di una sterlina, vanta un sito e una radio, produce documentari, come quello su Guglielmo Marconi, e fornisce contenuti alla Bbc. “In Italia torno solo per trovare mia madre”, spiega Filippo, che ha raccontato la sua storia anche nel documentario Addio Italia, non tornerò.

Dopo la laurea con lode in Fisica nucleare nel 2003, Filippo trova lavoro al Cern di Ginevra. “Ero inserito nei progetti di acceleratori di particelle, all’epoca in fase di sviluppo”. Quelli che nel 2012 sarebbero serviti a scoprire il bosone di Higgs. A Ginevra Filippo realizza di voler cambiare vita: vuole fare il giornalista scientifico. “Al Cern e nelle università mi sono imbattuto in persone che sapevano moltissimo di scienza, ma non la sapevano comunicare. Ma in Italia il mio progetto di un magazine online indipendente non fu nemmeno considerato”.

Quindi nel 2008 Filippo parte per Londra, città che lo ha sempre affascinato. Ha uno zaino, qualche risparmio, nessun contatto. “Londra non è l’El Dorado, non è la soluzione ai problemi economici, ma è un luogo dove, se pianti un seme, c’è la terra giusta per fare crescere una pianta”. Mentre i suoi colleghi cercano la particella di Dio, lui lavora in un ristorante, fa un corso per buttafuori, diventa tecnico di laboratorio in una scuola: fa di tutto, per mantenersi durante la gavetta nei giornali. Fino a quando finalmente la sua azienda vede la luce. Per aprirla basta una sterlina, ma i costi di gestione sono una faccenda ben diversa. “Ho lavorato per 4 anni da casa, perché i prezzi degli uffici erano inaccessibili. Ogni mattina cercavo di ritagliare due ore di tempo per andare a cercare sponsor”, ricorda.

Il gruppo oggi comprende un sito, L’ItaloEuropeo, e una radio, London One che “da otto mesi è fornitore della Bbc. Una grande soddisfazione”. In redazione Filippo lavora con gli studenti che vengono “da varie università italiane per fare uno stage”, spiega. Filippo in Italia non tornerà, ma non è tutto oro quel che luccica. “Lo chiamo l’altro lato della medaglia di Londra. Uno dei difetti della grande metropoli è la difficoltà nel relazionarci. Fra milioni di persone ci si sente spesso soli ed è difficile fare delle amicizie. Spesso ci si ritrova a parlare solo di lavoro”.