La Brexit non ha valore aggiunto. E’ un negoziato loose-loose, in cui perdono tutti. E io personalmente sono molto triste per questa decisione del Regno Unito, ma la rispettiamo perché è una decisione democratica. E adesso bisogna attuarla”. Così Michel Barnier, il capo negoziatore europeo sulla Brexit, esordisce nel suo intervento alle Commissioni di Affari esteri e Politiche dell’Unione Europea di Camera e Senato. Si tratta della prima audizione in un Parlamento europeo dopo l’approvazione domenica scorsa dell’accordo di scissione tra Bruxelles e il Regno Unito.

Il politico francese mostra il documento di 600 pagine, definendolo “negoziato equilibrato con il Regno Unito e non contro il Regno Unito”. E spiega: “Sono 185 articoli tre protocolli e diversi allegati. La Brexit ha provocato moltissima incertezza, come avviene in qualsiasi divorzio. In questo trattato abbiamo cercato di dare certezza e stabilità su quei temi su cui la Brexit ha creato alcune angosce. I temi sono tantissimi,per quanto riguarda le conseguenze sociali, umane, economiche, finanziarie, tecniche e giuridiche. Ed è per questo che il trattato sulla Brexit ha 600 pagine. Il primo tema riguarda i diritti dei cittadini” – continua – “Nell’accordo c’è stata attenzione verso i 3,5 milioni di cittadini europei, che lavorano nel Regno Unito. Tra questi ci sono circa 700 mila italiani e poi bisogna considerare 1,5 milioni di britannici che vivono nell’Ue, di cui molti pensionati. Abbiamo trovato un accordo coi britannici per garantire i diritti acquisiti di tutte queste persone fino alla fine del 2020, per tutta la loro vita e le loro famiglie, diritti sociali e di residenza. Dopo la fine di questo periodo di transizione e l’uscita del Regno Unito dalla Ue, la situazione cambierà, a seconda della politica migratoria britannica”. E aggiunge: “Il periodo di transizione è legato alla ratifica del trattato, senza accordo non ci saranno i 21 mesi di transizione. Nel periodo di transizione verrà mantenuto tutto, il mercato unico, il mercato doganale. E’ ovvio che quando gli Stati Uniti e la Cina negozieranno con la Gran Bretagna, lo faranno con il mercato interno britannico, noi restiamo il mercato unico europeo che conta su 440 milioni di abitanti, con tutte le sue imprese”.

Barnier sottolinea: “I britannici lasciano Euratom, e meccanicamente e giuridicamente abbandonano 750 accordi internazionali, che noi abbiamo firmato a nome di tutti gli europei con gli americani, con partner privati o pubblici. Un punto su cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha insistito molto nel corso dell’ultimo Consiglio europeo, a cui ero presente, è la protezione delle 3mila indicazioni geografiche. C’è stato un sostegno molto forte da parte del presidente Conte, e questo mi ha aiutato ad ottenere l’accordo dei britannici per la protezione dello stock delle indicazioni geografiche su vini, formaggi, eccetera. Aggiungo anche un milione di marchi industriali. Abbiamo ottenuto la protezione stabile di questi marchi anche dopo la Brexit”.

Il politico elenca le difficoltà della Brexit e puntualizza l’importanza dell’unità dei Paesi europei nel mercato comune, “altrimenti si finisce sotto l’influenza dei cinesi e degli americani in maniera definitiva”. E ribadisce: “Il Regno Unito dopo la transizione vuole ritrovare la propria sovranità commerciale. Benissimo. Ma noi restiamo il mercato unico, il principale del mondo, con 440 milioni di consumatori e imprese. Siamo un ecosistema, è questa la nostra forza. I britannici negozieranno i loro accordi, ma dovranno rispettare le nostre regole. Cosa succede se l’11 dicembre si verifica un fallimento del voto a Westiminster sul trattato per la Brexit?” – prosegue – “Sono il negoziatore europeo, non posso intervenire nelle questioni politiche della Gran Bretagna, quindi devo rispettare questo periodo democratico. Penso che May sia una donna molto coraggiosa, sa cosa vuole, ha negoziato con forza questo accordo e abbiamo trovato un compromesso su molti temi. Questo raggiunto sulla Brexit è il migliore e l’unico accordo possibile. Non posso fare commenti sulle opzioni eventuali dopo l’11 dicembre”.

Nel finale, il capo negoziatore della Ue lancia un monito: “Bisogna fare attenzione all’applicazione del testo sui diritti dei cittadini e vigilare, perché le procedure amministrative, come la registrazione dei cittadini italiani nel Regno Unito, restino semplici e poco onerose. Staremo attenti affinché anche il Regno Unito mantenga le sue promesse. Ricordo che dopo la Brexit non avremo più la libera circolazione tra la Ue e la Gran Bretagna. E’ una delle ragioni per cui i britannici hanno voluto la Brexit e non parliamo di migrazioni ma solo di cittadini europei che finora hanno avuto un’apertura per potersi spostare tra i vari Paesi. Il Regno Unito vuole mettere fine a questo. Cercheremo comunque di fare in modo che non ci siano discriminazioni nei confronti dei cittadini Ue”.