La Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza con cui, il 19 luglio scorso, il Riesame aveva confermato gli arresti domiciliari nei confronti del governatore della Basilicata, Marcello Pittella, attualmente sospeso dall’incarico per effetto della legge Severino. I giudici, infatti, hanno accolto il ricorso presentato dai legali del presidente della Regione che contestavano la sussistenza di indizi di colpevolezza e di esigenze cautelari a suo carico. Il 24 settembre il gip aveva sostituito i domiciliari con il divieto di dimora, in seguito alla chiusura delle indagini. La misura cautelare nei confronti di Pittella era stata emessa nell’ambito dell’inchiesta su raccomandazioni nelle nomine e manipolazione di concorsi nella Sanità lucana. Indagine che ha visto coinvolto il governatore, accusato di concorso in falso e abuso d’ufficio e altre 29 persone ai vertici del sistema sanitario della regione e che rispondono a vario titolo di reati contro la Pubblica amministrazione. Sul piano politico nulla è cambiato, almeno sulla carta: a ottobre Pittella, in una lettera aperta ai cittadini, pur spiegando di non volersi dimettere dal ruolo di governatore regionale, ha palesato l’intenzione di fare un passo indietro per quanto riguarda le prossime consultazioni per il rinnovo del presidente della giunta e del consiglio regionale.

LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE – Nell’ambito dell’inchiesta che lo vede coinvolto, la Procura di Matera aveva chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari a Lauria e il divieto di dimora a Potenza (che resta valido e dal quale dipende la sospensione dall’incarico). La procura generale della Cassazione ha sollecitato il rigetto del ricorso, ma la decisione della V sezione penale apre nuovi scenari. Intanto i giudici dovranno depositare le motivazioni della decisione (in genere per le misure cautelare si tratta di una ventina di giorni) con le indicazioni sulla base della quale il tribunale del Riesame tornerà a pronunciarsi nei successivi dieci giorni. Non è escluso, però, che questa novità spinga i legali del presidente a presentare una nuova richiesta al gip di Matera per la cessazione della misura.

VERSO LE REGIONALI – Tutto ciò avviene in un clima molto acceso, dovuto alla campagna elettorale in vista delle regionali. Prima dell’inchiesta il Partito democratico si era espresso a favore della ricandidatura di Pittella, ma nella lettera ai cittadini il governatore non ha lasciato dubbi: “Non mi appassionano in questo momento strategie politiche e nomi –  ha scritto – né voglio che il mio sia un’àncora che impedisce alla nave di salpare o peggio ancora che venga utilizzato come tale. Il Pd, il centrosinistra ricerchino dunque le soluzioni che ritengono più utili”. Nel frattempo, solo pochi giorni fa, il presidente facente funzioni della giunta, Flavia Franconi, ha firmato un decreto che accorpa le consultazioni regionali alle elezioni europee, posticipando di fatto la data delle prime dal 20 gennaio, giorno che precede la cerimonia inaugurale di Matera 2019 al 26 maggio. Ne è nata una scia di polemiche. Sono intervenuti, tra gli altri, il candidato alla presidenza regionale del M5S Antonio Mattia, ma anche diversi deputati e i senatori grillini della Basilicata. E il presidente del Consiglio regionale della Basilicata Vito Santarsiero (Pd). La giunta aveva inviato una comunicazione al ministro dell’Interno Matteo Salvini, lasciando così la possibilità al governo di modificare eventualmente quella data. E la risposta è arrivata. Il ministro dell’Interno ha escluso che le criticità logistiche descritte da Flavia Franconi possano ostacolare lo svolgimento delle votazioni. Secondo Salvini, quindi, le elezioni regionali in Basilicata possono svolgersi nell’unica domenica utile rimasta, quella del 20 gennaio. Da qui l’affondo del candidato del M5S Mattia che non esclude, in caso non si faccia un passo indietro, la presentazione di un esposto in Procura.

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