“Adesso sono cattivo: vedo che si sanno i nomi delle primarie Pd ma non i loro programmi. E questo per me è un problema gravissimo“. Romano Prodi sembra tutt’altro che entusiasta dalle candidature in corso per la segreteria del Partito democratico. “Bisogna dire quello che uno vuole, che Paese e che partito si ha in testa. Mi attendo che finalmente si cominci a presentare le differenze che non sono di personalità ma di contenuto”, ha detto quello che è stato il primo presidente dei dem intervistato da Lucia Annunziata a In Mezz’ora in più su Rai 3.
Ma l’ex premier andrà a votare alle primarie del Pd? “Francamente non ho ancora deciso“, ha detto Prodi.

A dieci anni dalla caduta del suo ultimo governo e a cinque dalla mancata elezione del presidente della Repubblica, l’ex commissario Ue ha anche escluso categoricamene il suo ritorno alla politica attiva. “Il mio mestiere è fare il predicatore, incidere sulla vita politica è compito dei protagonisti: uno sta o dentro o fuori, non si sta sull’uscio”, ha detto il 79enne Prodi. Che in vista delle elezioni europee ha ricordato di aver dato lui l’esempio. Come? “Dando vita a una grande coalizione dei riformisti. E da lì che si deve ripartire. Da un lato il democristiano Weber che tiene insieme un’area di destra, dall’altro serve una coalizione tra socialisti, liberali e Verdi“, dice l’ex leader dell’Ulivo.  “Si sente dire che non c’è differenza tra destra e sinistra: Ma siamo matti? – ha aggiunto – La differenza c’è, eccome. La ripresa dei democratici nell’Europa dell’Est viene dal fatto che là hanno governato per un pò i populisti. E ora stanno cambiando idea”.

L’ex presidente della Commissione europea ha anche commentato la trattativa in corso tra Giuseppe Conte e l’Ue a Bruxelles. “Attenzione che, oltre all’Italia e all’Europa, c’è un terzo protagonista, il mercato. C’è uno spread che va su e giù, ci sono investitori esteri che sono diffidenti e fondi che lasciano il Paese. Bisognerebbe avere serenità e un pò di saggezza per evitare altri incidenti”. Questo governo sta trattando meglio rispetto ai precedenti di centrosinistra?”La risposta è semplice – ha risposto Prodi – negli altri casi nel passato s’è trattato: in questo caso s’è minacciato”.

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