A San Lorenzo – nello stesso quartiere dove è stata uccisa la sedicenne Desirée Mariottini, vittima di sbandati e spacciatori che occupavano l’immobile di Via dei Lucani che doveva essere oggetto di una riqualificazione mai avvenuta e che da anni ristagna in un degrado untuoso – esiste anche un’altra realtà: coraggiosa, civile, che merita di essere raccontata. In questo stesso quartiere, a 400 metri da quel luogo deforme e feroce che ha inghiottito per sempre Desirée, è stato appena inaugurato il centro di accoglienza diurno per minori non accompagnati gestito dalla cooperativa Civico Zero e finanziato da Save the children Italia onlus. La riqualificazione e l’ampliamento degli spazi, 700 metri quadrati che sono parte del recupero dello stabile in via dei Bruzi 16, un ex laboratorio per la lavorazione delle materie plastiche, è il risultato di una collaborazione tra l’associazione Save the Children e la facoltà di Architettura dell’Università Sapienza di Roma (DiAP). Progettare un luogo per giovani di diverse etnie e culture che si trovano in condizioni di disagio e fragilità psicologica dove poter trovare conforto e assistenza e dove poter ricostruire un senso di comunità, ha costituito la principale sfida del progetto.

Motore dell’iniziativa, la brava e tenace Domizia Mandolesi docente e architetto – una delle poche donne in Italia (si contano sulle dita di una mano) direttore di una rivista di architettura (L’industria delle Costruzioni) – e il referente per Save the Children, il dottor Claudio Gatti. La loro collaborazione ricorda e dimostra alla politica – con i fatti e senza troppi giri di parole – come l’architettura svolga un ruolo fondamentale per la ricucitura del tessuto sociale e urbano e la sicurezza del territorio delle città. Il recupero degli spazi del centro, (arredati con il contributo di Ikea, storico partner di CivicoZero) ha avuto un costo di soli 285 euro al metro quadrato, ed è la prova che bellezza ed economicità possono coesistere, contrariamente alla logica e all’estetica dominante – perennemente emergenziale e provvisoria – quando si tratta di luoghi concepiti per l’accoglienza. Questo progetto dovrebbe essere d’esempio: rappresenta la parte migliore della società civile. E dimostra come – intervenire su questi temi con capacità progettuale e politica, indicando soluzioni compatibili con lo stato di necessità e garantendo con l’architettura il decoro e la dignità della persona – costituisca, per alcuni architetti, istituzioni e associazioni, un tangibile fronte di impegno.

Committente: Save the Children Italia Onlus – responsabile dott. Claudio Gatti
Studio e progetto di riqualificazione:
Responsabile scientifico: prof. arch. Domizia Mandolesi – HousingLabDiAP – Sapienza Università di Roma . Gruppo di lavoro: dott. arch. Leila Bochicchio, dott. arch. Pina Colamarino
Direzione dei lavori: dott. arch. Pina Colamarino
Serramenti e pannelli in policarbonato: ANSA Termoplastici S.r.l.Concessionaria per l’Italia di RodecaGmbHRodeca
progetto: marzo 2018; realizzazione: settembre 2018
fotografie: VL9_photography
Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Abruzzo, no del ministero all’estrazione di gas in Val di Sangro. “Rischi anche da possibile relazione con l’alta sismicità”

next