Nicolò Pollari smentisce di aver avuto un ruolo nella creazione di Banca Nuova. È la smentita dell’ex capo del Sismi riferita all’anticipazione di Report, pubblicata dal Fatto Quotidiano, che “almeno per quanto mi riguarda è falso”, dice Pollari. Secondo quanto riferito da un ex manager della Banca alla trasmissione di Sigrido Ranucci (che andrà in onda stasera su Rai3), Banca Nuova “la fa Zonin, ma la pensano i servizi“, i cui vertici dell’epoca, a cominciare da Pollari, “appoggiavano Montante“, che proprio sabato scorso è stato rinviato a giudizio dal gup di Caltanissetta insieme ad altre 11 persone.

“Montante – ha detto l’ex manager – è stato un investimento per i servizi. Lui e Pollari si incontravano” e Banca Nuova “era una centrale informativa“. “Uomini dei servizi segreti si vedevano lì e passavano informazioni ai nostri dirigenti (di Banca Nuova, ndr), che poi le facevano filtrare ai soggetti interessati dalle indagini della magistratura”, continua il testimone. “Senza tema di smentita e con la forza della verità  asserisco che il contenuto di quest’articolo, almeno per quanto mi riguarda, è falso. Non ho detto impreciso, parziale od equivoco: per quanto mi riguarda è falso. E ove si fosse proceduto ad un minimo di verifica delle informazioni acquisite la mia asserzione avrebbe trovato agevole e sicura conferma”, dice Pollari in una nota.

“Non ho e non ho mai avuto alcuna conoscenza, né diretta né indiretta, delle persone coinvolte nel processo di Caltanissetta, escludendo ovviamente i direttori dei Servizi evocati nel tempo dalla stampa”, dice l’ex capo dei servizi. Nel merito, poi, di quanto dichiarato dall’ex manager di Banca Nuova, Pollari precisa: “non conosco, non ho mai conosciuto e non ho mai intrattenuto rapporti con alcun vertice, dirigente o persona della banca ivi indicata o della sua capogruppo se non con i dirigenti pro tempore dell’agenzia presso la quale, nel corso del 2007 – 2008, ho aperto un conto corrente bancario, unitamente ad alcuni membri della mia famiglia, dietro presentazione al direttore dell’agenzia dell’epoca da parte di un amico personale, estraneo alla Pubblica Amministrazione ed al mondo bancario”.

Inoltre, continua Pollari, “nel periodo in cui ho assolto le funzioni di direttore del Sismi, non mi è capitato di dovermi occupare direttamente od indirettamente di rapporti” del servizio segreto “con soggetti bancari, né mi è capitato di prendere notizia del nominativo delle banche che intrattenevano rapporti con il Servizio. Da quanto ho letto dalle cronache, sono propenso a ritenere che ogni eventuale apertura di rapporto con le banche evocate nell’articolo sia intervenuta in epoca successiva a quella in cui ho espletato il mio mandato”.

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