“Due anni di attacchi alla sindaca più massacrata d’Italia”. Luigi Di Maio, pochi minuti dopo la notizia dell’assoluzione della sindaca di Roma, ha pubblicato un post su Facebook dove ha ringraziato anche i pm: “La magistratura ha fatto il suo dovere e la ringrazio, ha solo seguito quello che andava fatto d’ufficio”. E se l’è invece presa con i giornalisti: “Il peggio in questa vicenda lo hanno dato la stragrande maggioranza di quelli che si autodefinsicono ancora giornalisti, ma che sono solo degli infimi sciacalli, che ogni giorno per due anni, con le loro ridicole insinuazioni, hanno provato a convincere il Movimento a scaricare la Raggi”. Attacco contro la stampa anche quello dell’ex deputato M5s Alessandro Di Battista, secondo cui la sindaca è stata attaccata come donna: “Oggi la verità giudiziaria ha dimostrato solo una cosa: che le uniche puttane qui sono proprio loro, questi pennivendoli che non si prostituiscono neppure per necessità, ma solo per viltà”. A entrambi ha replicato la Federazione nazionale della stampa italiana: “Non saranno le minacce ad impedire ai giornalisti di fare il loro lavoro”. Anche per Beppe Grillo quelle subite dalla prima cittadina sono state “calunnie” e sul suo blog ha consigliato di “colpire forte mentre gli atri riprendono fiato”. Il socio di governo Matteo Salvini ha detto di essere contento perché “non sono le sentenze a decidere chi governo e chi va a casa”. Le opposizioni, dal Pd a Forza Italia, hanno invece chiesto un passo indietro “per il disastro amministrativo”.

Di Maio, sempre nel suo post su Facebook, è entrato nel dettaglio di quelli che secondo lui sono stati i responsabili del “massacro”: “Pagine e pagine di fakenews, giornalisti di inchiesta diventati cani da riporto di mafia capitale, direttori di testata sull’orlo di una crisi di nervi, scrittori di libri contro la casta diventati inviati speciali del potere costituito. La vera piaga di questo Paese è la stragrande maggioranza dei media corrotti intellettualmente e moralmente. Gli stessi che ci stanno facendo la guerra al Governo provando a farlo cadere con un metodo ben preciso: esaltare la Lega e massacrare il Movimento sempre e comunque. Presto faremo una legge sugli editori puri, per ora buon Malox a tutti! Forza Virginia! Contento di averti sempre difesa e di aver sempre creduto in te”.

Beppe Grillo: “Virginia colpisci forte mentre riprendono fiato”
Per l’occasione è ritornato a parlare anche il garante del Movimento 5 stelle Beppe Grillo. “Colpisci forte mentre riprendono fiato”, ha scritto sul suo blog personale. “Quante volte sentiamo ripetere che ‘Le sentenze non si commentano, si rispettano’. E’ una frase che odio, mi infastidisce come un’iguana sul cruscotto della macchina. Non le commentano perché non hanno mai abbastanza informazioni, conoscenze e sintonia con il mondo della giustizia. Un mondo alieno per molti è forse sin troppo in confidenza per altri. Non le commentano nello specifico perché non ne sanno un cazzo: esiste una speciale, magica, superficialità quando si sbattono in prima pagina, quando, non sapendo trattenere la bava alla bocca, tentano di sovrapporre una falsa dichiarazione ipotetica con le centinaia di magliaia di fatture false emerse nell’inchiesta del Mose a Venezia“. E ancora: “La speranza che il primo sindaco non lottizzato di mafia capitale ‘fosse come tutti gli altri’ ha nauseato le ultime giornate del processo a Virginia, come se i saccentoni frou frou confidassero nella loro stessa dissenteria mentale: decine di anni di bugie e miliardi di euro dei cittadini buttati nel cesso assolti da Virginia”. Raggi “ha ricevuto abbastanza discredito e calunnie da raggiungere 360 archiviazioni ed una assoluzione in due anni”, ha scritto Grillo mandando “un abbraccio forte” al sindaco.

Fnsi: “Non saranno le minacce ad impedire ai giornalisti di fare il loro lavoro”
Gli attacchi ai giornalisti hanno sollevato numerose polemiche. “Nel giorno dell’assoluzione della sindaca di Roma, Virginia Raggi, il vicepremier Luigi Di Maio insulta i cronisti e annuncia una sua legge sull’editoria”, hanno scritto in una nota Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della stampa italiana. “Eppure molti di quei cronisti oggi insultati hanno denunciato in anticipo Mafia Capitale e non hanno risparmiato nulla neppure al precedente sindaco, Ignazio Marino. Ieri andavano bene e oggi no? Di Maio e chi, come lui fra i 5 Stelle, sogna un’informazione al guinzaglio deve farsene una ragione: non saranno le minacce e neppure gli insulti a impedire ai giornalisti di fare il loro lavoro”. E hanno concluso: “Le sue frasi sono la spia del malessere di chi vede vacillare un consenso elettorale costruito su annunci e promesse irrealizzabili. Quanto agli ‘infami’ e agli ‘sciacalli’ è sicuro, il vicepremier, di non parlare anche di se stesso, considerato che il suo nome continua a figurare fra quelli degli iscritti all’Ordine dei giornalisti?”.

L’ex capo della segreteria politica della Raggi Romeo: “Fatta giustizia”
“Sicuramente da domani saremo molto più leggeri”. Interpellato sulla sentenza del processo a Virginia Raggi, Salvatore Romeo, già capo della segreteria politica di Raggi, in un primo tempo anche lui coinvolto nell’inchiesta nomine, ha detto: “Aspettavamo questa sentenza con trepidazione. E sono contento per il risultato. Ritengo che sia stata fatta giustizia. Da domani saremo ancora più impegnati di prima per incidere per i cambiamenti che servono alla città. Sono contentissimo per Virginia”. Romeo da ottobre è capo staff dell’assessore alla Mobilità Linda Meleo. “Oggi si è chiusa una pagina caratterizzata più da fango che da fatti”, dice. Poi si congeda così: “Ora devo andare che sto lavorando per aprire un seggio per il referendum di domani in rappresentanza del comune”, ha detto.

Salvini: “Buona notizia. Giusto che non siano le sentenze a decidere chi governa e chi va a casa”
Poco dopo Di Maio è intervenuto anche il vicepremier del Carroccio Matteo Salvini: “L’assoluzione della sindaca di Roma è buona notizia”, ha detto. “È giusto che i cittadini giudichino una amministrazione non in base alle indagini che finiscono in nulla come in questo caso ma in base alla qualità della vita. Quindi i romani giudicheranno l’amministrazione dei 5 Stelle in base a come è messa Roma. È giusto che non siano le sentenze e i magistrati a decidere chi governa e chi va a casa”. E ha concluso: “Se c’era qualcuno che aspettava di vincere e di stappare spumante a colpi di sentenze non è il Paese che mi piace questo”.

Renzi: “Gli avversari si sconfiggono nelle urne”. Ma il Pd: “Si dimetta”. E Fi: “Se ne vada per il disastro amministrativo”
Sul fronte del Pd è intervenuto Matteo Renzi, l’ex segretario, con un Tweet: “Per i garantisti l’assoluzione di Virginia Raggi è una buona notizia”, ha detto. “Gli avversari si sconfiggono nelle urne, non nei tribunali. Il giudizio sul sindaco Raggi lo devono dare i cittadini, non i magistrati. L’ho sempre detto, continuerò a dirlo. Oggi per Roma è una bella giornata”. Diverse però le parole del capogruppo dem in Campidoglio Giulio Pelonzi: “L’assoluzione del tribunale non cancella la condanna della città! Roma grida ad una sola voce: dimissioni! Cerchi magici, faccendieri e pseudo consulenti alla corte di un sindaco che manca da due anni e mezzo lasciano Roma allo sbando”. Chiedono un passo indietro della Raggi per la gestione della città anche la presidente dei deputati di Forza Italia Mariastella Gelmini: “Io sono una garantista sempre contraria a risolvere questioni politiche per via giudiziaria. Ma assoluzione non cancella il disastro amministrativo di Roma, una città devastata dal Movimento 5 Stelle. Dovrebbero andare a casa per questo loro fallimento, non per altro”.