È morto in Thailandia il campione italiano di boxe Christian Daghio. Aveva 49 anni ed era originario di Carpi, in provincia di Modena. Daghio è deceduto in ospedale, dove era ricoverato dallo scorso 26 ottobre per i colpi ricevuti nell’ultima gara di pugilato. Lo sportivo aveva vinto sette titoli mondiali di thai boxe ed era recentemente passato alla boxe, diventando campione d’Asia. Dopo un combattimento per la riconferma del titolo, durato 12 riprese, era finito ko sul ring ed era entrato in coma: non si è più svegliato.

Proprio per seguire la sua passione, Daghio aveva deciso di trasferirsi a Pattaya, dove viveva dal 2006 gestendo un resort in cui insegnava sport da combattimento ad allievi di tutto il mondo. “È morto come voleva morire. Non ho rimpianti perché lui era fatto così, diceva di voler combattere fino a ottant’anni. Il ring era la sua vita ed è morto da campione”, ha detto Fabrizio, fratello di Christian, al Resto del Carlino.

Daghio aveva scelto la boxe da pochi anni, dopo una vita incentrata sulla thai, disciplina con la quale vinse molti titoli, l’ultimo nel 2017. “Mio fratello aveva una compagna in Thailandia e una bambina di 5 anni che ancora non sa che il papà è morto – ha concluso Fabrizio – Voglio che si sappia che il suo Kombat Group resterà aperto, faremo di tutto per mantenere il resort in Thailandia perché era il suo sogno realizzato. Lo facciamo per la sua memoria, per la bambina e per i 40 lavoratori”.

Il campione era stato il primo italiano ad essere ammesso a combattere in Thailandia, patria di questo sport. In carriera Daghio, oltre ai sette titoli mondiali, aveva vinto un europeo e tre bronzi con la nazionale. In totale, 142 incontri vinti su 186. Nel pugilato invece vantava 31 vittorie su 31, 27 di queste per ko. Era tornato sul ring a giugno 2017, nonostante l’età, dopo un anno di stop.

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