Ufficialmente non è in agenda, ma è uno dei temi dominanti della giornata. La manovra messa a punto dal governo M5s-Lega aleggia tra i corridoi dell’Europa Building di Bruxelles, dove i leader del continente sono riuniti per il Consiglio Ue. Fonti dell’Unione europea hanno fatto sapere che il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici consegnerà oggi al ministro Giovanni Tria la lettera di richiamo della Commissione Ue sui conti pubblici italiani. Nel frattempo, nonostante l’ottimismo professato dal premier Conte, i leader europei non hanno avuto parole positive (eufemismo) per l’Italia e la Legge di Bilancio del governo gialloverde. “Non è nostra intenzione aggiungere flessibilità a flessibilità per l’Italia” ha detto il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker. Ancor più dura la presa di posizione del cancelliere austriaco Sebastian Kurz: “Non abbiamo nessuna comprensione” per le politiche finanziarie dell’Italia, “ci aspettiamo che il governo rispetti le regole. Non siamo i soli a pensarlo, anche molti altri Paesi. I criteri di Maastricht valgono per tutti – ha aggiunto Kurz – In Austria di sicuro non pagheremo per il debito di altri”. Appena più moderato, almeno secondo la ricostruzione di Bloomberg, il commento di Mario Draghi, secondo cui “sfidare le regole europee non porta una maggiore prosperità, ma comporterà un alto prezzo per tutti: può causare – ha detto il presidente Bce – un inasprimento delle condizioni del settore finanziario danneggiando la crescita”.

Nel frattempo è slittato il punto stampa previsto tra le 16:30 e le 17 all’entrata Vip dello Justus Lipsius del premier Giuseppe Conte: l’appuntamento è stato rinviato a più tardi a causa di “sopraggiunti impegni” del capo del governo. Che fin dalle prime ore del mattino aveva professato ottimismo: “Mi rendo perfettamente conto che non è questa la manovra che si aspettavano dalla Commissione e ci aspettiamo osservazioni critiche”, ma “ci siederemo attorno al tavolo e spiegheremo”, perché “più passa il tempo e più mi convinco che la manovra è molto bella“, ha detto Giuseppe Conte al suo arrivo al vertice.

L’INCONTRO TRA CONTE E MERKEL
In un breve punto con i giornalisti, il premier ha parlato dell’incontro bilaterale avuto nella serata di mercoledì con Angela Merkel. La cancelliera “è stata molto attenta, molto interessata alle riforme strutturali, molto impressionata, direi, dal pacchetto di riforme strutturali che stiamo realizzando in Italia, alcune già realizzate”, mentre “altre le stiamo varando”, ha detto Conte. “È stato un colloquio molto cordiale, molto sereno. Ho anticipato le linee e i contenuti della nostra manovra economica: puntiamo sulla crescita. Abbiamo invertito l’ordine e l’impostazione sin qui seguita: puntiamo sugli investimenti, vogliamo assicurare crescita al Paese e quei decimali di crescita non rispecchiano quelli che sono i fondamentali della nostra economia e le sue potenzialità”. Sull’incontro con Conte si è espressa anche la cancelliera tedesca: “Sul bilancio è con la Commissione Ue che l’Italia deve parlare” ha detto Angela Merkel, sottolineando che “certamente nel mio colloquio con il primo ministro italiano abbiamo parlato evidentemente del bilancio, come hanno fatto anche altri”, ma “non posso che ripetere che l’interlocutore è la Commissione e gli ho chiesto di avere un dialogo sincero con la Commissione”.

“Il nostro lavoro è produrre dei piani di bilancio che rispettino le regole, rafforzino la nostra moneta e facciano proseguire l’umore positivo della zona euro – ha detto il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno – l’Italia non è in agenda oggi e a ragione, perché non sta ai leader valutare i piani di bilancio, lo fa la Commissione e poi a suo tempo lo farà l’Eurogruppo”. Ma, ha precisato il ministero dell’Economia portoghese, “abbiamo procedure e regole che ci siamo impegnati a seguire”.

DA KURZ A MACRON, LE CRITICHE DEI LEADER EUROPEI
Più netto, nel solco del giudizio espresso mercoledì, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz: “I debiti eccessivi” sono “pericolosi“, non solo “per i Paesi che li hanno accumulati”, ma “anche per l’Europa”, ha detto il capo del governo di Vienna rispondendo a una domanda sul bilancio dell’Italia. “Ritengo negativo che siano state fatte eccezioni per i Paesi più grandi”, ha detto Kurz, che si è definito “un grande difensore” dei criteri di Maastricht e ha indicato la politica economica austriaca come esempio di “equilibrio“. Simile alla posizione della Germania quella della Francia, con Macron a sottolineare che per quanto riguarda la manovra italiana “non si tratta in nessun caso di un tema bilaterale” tra Italia e Francia, e “su questo la Francia non dà lezioni dopo 10 anni passati in procedura per deficit eccessivo”. Allo stesso tempo “la Francia sostiene il rispetto delle regole” ma spetta alla Commissione Ue valutare, e con questa “ci deve essere un dialogo costruttivo”.

Il linguaggio è quello della diplomazia, ma la valutazione espressa su Twitter dal premier olandese Mark Rutte è altrettanto netta: “Buon incontro bilaterale con Giuseppe Conte durante il Consiglio europeo. Ho espresso le preoccupazioni dell’Olanda sui piani di bilancio per il 2019. Pieno sostegno alla Commissione Ue perché applichi gli obblighi comuni del Patto di stabilità”:, scrive Rutte dopo l’incontro avuto a metà mattinata con Conte. Che replica: “Ho avuto con il Presidente Rutte un confronto aperto e cordiale sui temi all’odg del Consiglio Ue. Ho avuto modo di presentare e illustrare anche il poderoso piano di riforme strutturali e il Piano di investimenti che abbiamo varato e inserito nella manovra economica, manovra su cui vogliamo un dialogo costruttivo e sulla quale non accettiamo ‘pre-giudizi‘”.

LE ALTRE GRANE, DAL BELGIO ALLA SPAGNA
Un primo giudizio, intanto, la Commissione lo ha espresso sul Belgio: il governo di Charles Michel ha ricevuto dall’esecutivo comunitario una lettera che lo avverte del rischio di violazione delle regole sui conti pubblici. Secondo quanto riporta il quotidiano economico De Tjid, l’Unione ritene che il Belgio non abbia preso sufficienti misure per ridurre il deficit strutturale. Con un debito elevato come quello belga, il suo sforzo dovrebbe essere di 0,6%, invece dello 0,2% previsto per il 2019. “E’ una fake news. Ho incontrato ieri Jean-Claude Juncker e mi ha detto letteralmente: dite alla vostra stampa nazionale che non ci sono problemi con il Belgio”, ha commentato Michel, definendo la lettera “un classico scambio di lettere tra la Commissione e uno Stato membro sulla strategia di riforme e sulla nostra situazione di bilancio”. Secondo i media spagnoli, la Commissione Ue dovrebbe inviare oggi una lettera anche alla Spagna. In particolare, Bruxelles mette in dubbio i numeri forniti dal governo socialista relativi alle entrate, previste in crescita di 5,6 miliardi. Nel progetto di bilancio di Madrid non si rispettano gli obiettivi di deficit (che saliranno all’1,8% invece dell’1,3% approvato dal precedente governo del Partido Popular) ma si promette un aggiustamento strutturale netto di 5 miliardi di euro. Il governo prevede una crescita del Pil del 2,6% quest’anno e del 2,3% nel 2019, inferiore a quanto stimato in precedenza.