Che ci fa Ermete Realacci, già parlamentare del Partito democratico e storico ambientalista di sinistra, al convegno Ambiente e Lavoro organizzato da CasaPound Italia alla Biblioteca Angelica a due passi da Palazzo Madama a Roma? “Mi hanno invitato, ho accettato, perché da sempre io mi confronto con tutti”. Anche con chi si proclama “fascista del terzo millennio”? “Anche. Ci sono cose enormi che mi separano da CasaPound. Ma ho partecipato alle discussioni più difficili, da sempre, e non me ne pento. Certo, non in maniera remissiva”.

Parole come patria, sovranismo, identità, tornano ad affollare il linguaggio della sinistra. “E ne sono ben contento”, dice Simone di Stefano, segretario nazionale di CasaPound Italia. “È un bene se la sinistra torna a fare la sinistra. E no, non è un salire sul carro dei vincitori e parlare una lingua oggi popolare: le idee sono quelle, l’importante è che si arrivi al nocciolo della questione e non importa se arrivano da destra o sinistra, categorie ormai vecchie”. “Parto dalle lettere dei martiri della Resistenza – dice Realacci -. Leggiamole. Non morivano per astratte ideologie: morivano per queste cose qui. Per la patria. Il recupero dell’identità è la base del futuro”.

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