Un’assunzione compiacente per sdebitarsi dell’appoggio ricevuto in campagna elettorale. È questo il sospetto che ha gettato un’ombra sul palazzo municipale di Udine, anche se dalla Procura della Repubblica arrivano smentite decise dopo la presentazione, qualche settimana fa, di un esposto della giornalista Irene Giurovich, che aveva partecipato a un concorso per l’ufficio stampa del sindaco Pietro Forlanini. A prendere quel posto era stato il blogger Marco Belviso, avversario del candidato leghista, che però in campagna elettorale aveva rimesso la spada nel fodero per poi vedersi spalancare la porta dello staff dell’informazione del primo cittadino.

In Procura un’inchiesta c’è e dovrà verificare l’esistenza di un possibile voto di scambio nell’iter che ha portato alla scelta di Belviso. Ma siccome in una realtà di provincia i boatos si rincorrono e si amplificano, il procuratore Antonio De Nicolo si affretta a smentire: “È una bufala che il sindaco sia indagato. Al momento non c’è alcun indagato, ma solo accertamenti che nascono da una denuncia presentata da una persona che aveva motivi di rancore per la decisione presa in relazione all’ufficio stampa. Non fa piacere che la denunciante divulghi ai quattro venti certe notizie”.

A occuparsi del fascicolo è il pm Marco Panzeri, in relazione alle votazioni del 29 aprile scorso, quando il centrodestra, trascinato dalla Lega, aveva vinto, sconfiggendo al ballottaggio il candidato del centrosinistra, Vincenzo Martines, per soli 280 voti. Fontanini ne aveva raccolti 18.830 voti, Martines 18.550.

L’esposto della Giurovich segnala due possibili anomalie. La prima riguarda l’utilizzo in sede elettorale del simbolo di “Identità Civica”, una lista presentata da Loris Michelini che però non aveva l’autorizzazione del fondatore Adriano Ioan, deceduto nel 2015. La seconda è centrata sulla parabola di Belviso, che a ridosso delle elezioni aveva modificato la dura opposizione nei confronti del candidato leghista. Il giornalista è poi stato assunto a tempo determinato nello staff del sindaco, dopo aver vinto un bando pubblico per non laureati. Nell’esposto la Giurovich ha citato i post polemici anti-Fontanini, definito “anziano plurivitaliziato” e “invotabile”, adombrando che il posto pubblico sarebbe una specie di cambiale onorata.

“Macché voto di scambio. Io sono sempre stato di centrodestra e il mio appoggio a Fontanini l’ho dato per tutta la campagna elettorale” spiega Belviso il cui blog Il Perbenista si è sempre segnalato in critiche feroci nei confronti della casta della politica, in nome della questione morale. “Intanto il posto in ufficio stampa, come avviene da 40 anni a Udine, è su base fiduciaria. Per trasparenza il sindaco ha fatto un bando per verificare quali persone, non laureate e quindi inquadrate nella categoria C, fossero interessate a quel posto a termine per il quale lo stipendio è di 1.400 euro al mese. Il sindaco poteva scegliere chi voleva”. Ma perché ha scelto proprio Belviso, che lo aveva più volte criticato? L’interessato dà una spiegazione tutta legata alle dinamiche, e alle ripicche, interne al centrodestra. “Il centrodestra aveva cambiato più volte candidati. Forza Italia puntava sull’ex assessore regionale della giunta Illy Enrico Bertossi, per il quale la mia stima è nulla. A quel punto mi sono schierato con Fontanini, del quale non ho mai contestato la correttezza. Lo ritenevo soltanto troppo anziano e avrei preferito un candidato più giovane per Udine”. E così il blog si è schierato? Risposta di Belviso: “Ma dov’è il problema? Se questo è voto di scambio, allora tutti i dipendenti di Repubblica dovrebbero essere inquisiti per favori elettorali al Pd”.