Matteo Salvini si è scagliato contro i “buonisti” e Roberto Saviano. Lo scrittore ha replicato dicendo che siamo di fronte al “primo atto verso uno Stato autoritario”. Intanto i 5 stelle hanno annunciato “la fine dell’era del business dell’immigrazione”, mentre a sinistra Pietro Grasso ha criticato “l’esultanza” del ministro dell’Interno e il Pd ha difeso il “modello di integrazione”. A poche ore dalla notizia dei domiciliari per il sindaco di Riace Domenico Lucano, con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina (anche se il gip scrive “non c’è stato alcun arricchimento”), la vicenda finisce al centro della discussione politica. Le parole che hanno scatenato le prime polemiche sono state appunto quelle del ministro dell’Interno: “Chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati. Io vado avanti. Porti chiusi, cuori aperti“, ha scritto su Twitter. A lui ha risposto lo scrittore: “Questo governo, attraverso questa inchiesta giudiziaria, da cui Mimmo saprà difendersi in ogni sua parte, compie il primo atto verso la trasformazione definitiva dell’Italia da democrazia a Stato autoritario. Con il placet di tutte le forze politiche”. Quindi ha difeso il primo cittadino: “Nelle azioni di Mimmo Lucano non c’è mai finalità di lucro, ma disobbedienza civile”. E ha chiuso: “Mimmo è solo”.

La linea politica del Carroccio è condivisa in tutto e per tutto con il Movimento 5 stelle: “Il sistema dell’accoglienza targato Pd”, ha dichiarato il sottosegretario grillino Carlo Sibilia in un post pubblicato sul Blog delle Stelle, “ha creato più indagati che integrati. Sono contento che il governo del cambiamento abbia dichiarato guerra al business dell’immigrazione. Molte risposte saranno già nel dl sicurezza“. Il vicepremier M5s Luigi Di Maio è intervenuto per difendere l’esecutivo dalle accuse: “Evitiamo di enfatizzare dei modelli quando poi finiscono arrestati”, ha detto. “Non accetto che si accusi lo Stato, il governo, l’inchiesta è della magistratura e mai come in questo momento a capo del Csm non c’è uno vicino a noi. L’inchiesta è della magistratura ed è nata ancor prima di questo governo. Spero che la questione non si porti nel politico, qui la questione è dei fondi all’immigrazione che devono avere regole certe”. Più istituzionale la posizione del presidente della Camera Roberto Fico, secondo cui “non è iniziato ancora il processo, quando inizierà ci sarà il dibattimento e si arriverà a una verità. I processi servono per stabilire una verità . Al momento non c’è una verità“. Un presidio di solidarietà al sindaco di Riace è stato organizzato per oggi pomeriggio, alle 17.30, a piazza dell’Esquilino, nel cuore del quartiere multiculturale di Roma. L’iniziativa, lanciata dal centro Baobab, l’associazione di volontari che si occupa della gestione dei migranti nella Capitale. “Colpendo Lucano”, hanno dichiarato gli organizzatori, “si cerca di arrestare un’idea di convivenza, un’idea di società di pace”.

Saviano: “Disobbedienza civile è l’unica arma che abbiamo”
Lo scrittore è intervenuto su Facebook per replicare all’attacco del ministro dell’Interno: “Disobbedienza civile: questa è l’unica arma che abbiamo per difendere non solo i diritti degli immigrati, ma i diritti di tutti”. Per Saviano “tutti abbiamo il diritto di vivere una condizione di pace sociale, tutti abbiamo il diritto di vivere senza cercare colpevoli, e se il ministro della Mala Vita, Matteo Salvini, ha subito individuato in Mimmo Lucano un nemico da abbattere, il Pd non ha mai compreso che se davvero voleva ripartire da qualche parte per ritrovare un barlume di credibilità (ora è troppo tardi), avrebbe dovuto farlo da Riace, da Mimmo Lucano. E invece Mimmo è solo, e la Bossi-Fini è ancora lì a inchiodare, a bloccare chiunque decida di accogliere e di salvare vite. Legge-obbrobrio, frutto del peggiore berlusconismo, ma che nessun governo ha osato cambiare. Mimmo Lucano lotta contro una legge iniqua, e lotta da solo. Una legge che vede dalla stessa parte – e silenziosamente coesi – tutti: quelli che io oggi considero i nemici politici della democrazia, ma anche i governi che hanno preceduto questo: tutti a vario titolo responsabili diretti di questi infausti tempi”. Quindi ha difeso l’operato del primo cittadino: “Vi sembra possibile che il problema della Calabria, terra di narcotraffico e corruzione criminale, sia l’immigrazione? Mimmo Lucano è stato arrestato anche per ‘fraudolento affidamento diretto della raccolta rifiuti’ eppure mai si legge negli atti della Procura di Locri che abbia agito per guadagno personale, anzi, si sottolinea il contrario. Mi domando di quanti amministratori si possa dire lo stesso. E proprio oggi che il dramma principale dovrebbe essere l’analisi di un def catastrofico, il problema del Paese deve necessariamente essere l’immigrazione, deve essere Mimmo Lucano, che invece ci stava mostrando la soluzione, ovvero come rendere virtuose accoglienza e integrazione. Il razzismo usato come arma di distrazione di massa”. E ha concluso: “Questo governo, attraverso questa inchiesta giudiziaria, da cui Mimmo saprà difendersi in ogni sua parte, compie il primo atto verso la trasformazione definitiva dell’Italia da democrazia a stato autoritario. Con il placet di tutte le forze politiche”.

Pd: “Rispetto per i magistrati. Ma Riace è modello che funziona”
Per il Partito democratico è intervenuto il presidente Matteo Orfini. Che ha chiesto di tenere distinta la vicenda giudiziaria da quella politica. “Ovviamente il lavoro dei magistrati va rispettato”, ha scritto su Facebook, “e vedremo cosa emergerà e come procederà l’inchiesta. Ma quanto finora comunicato dalla Procura sembra confermare quello che si è sempre saputo, ovvero che Lucano disobbediva ad alcune leggi che riteneva ingiuste e disumane. Non era un fatto nascosto, anzi lo rivendicava pubblicamente. I magistrati hanno escluso altri reati: non c’erano mazzette, non c’erano giri di soldi, nulla. C’è stato un atto politico forte – perché non rispettare la legge lo è”. Quindi, isolando il lato politico, ha detto: “E allora lasciamo stare la vicenda giudiziaria che seguirà il suo corso e restiamo sul piano politico, che è quello che a me interessa e compete. Riace è un modello di accoglienza e integrazione riconosciuto ovunque, un modello perché funziona. Quando c’è integrazione c’è maggior rispetto della legalità e più sicurezza. Ma le nostre leggi rendono difficile fare integrazione. Io credevo e credo che quelle leggi vadano modificate (a partire dalla Bossi Fini), credevo e credo che non averlo fatto sia stato un errore, che ha reso e rende molto più complicata la vita degli amministratori e di chi opera in questo settore”.
Reazioni da sinistra, Grasso: “Salvini festeggia come un ministro dell’Interno non dovrebbe mai fare”
In difesa di Lucano si è esposta la sinistra. “Mi preoccupa il provvedimento”, ha detto l’ex presidente del Senato e ora senatore di Leu Pietro Grasso. “Penso a Mimmo Lucano, uomo che ha avuto il coraggio di sperimentare un modello diverso di integrazione, e alle conseguenze che subirà un progetto di accoglienza conosciuto in tutto il mondo con cui un paese in via di spopolamento ha ripreso vita divenendo una comunità multiculturale unita e solidale. Non a caso un progetto avversato dal governo e da Salvini, che festeggia sui social come un ministro dell’Interno non dovrebbe mai fare. Da uomo di legge non commento gli atti prima di averli letti, ci sarà tempo per farlo”. Per il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, c’è l’intenzione di “colpire un modello e di sfregiare il primo cittadino e la sua comunità. Insomma, l’idea di criminalizzare la solidarietà, mentre se rubi 49 milioni di euro puoi restituirli in comode rate in 80 anni”. Mentre il deputato di Leu Stefano Fassina ha attaccato Salvini: “Ha perso un’ottima occasione per stare lontano dal telefonino”. Anche Giuseppe Civati e Andrea Maestri, rispettivamente fondatore ed esponente di Possibile, hanno condannato la reazione dell’esponente del Viminale: “Incredibile che un ministro indagato per sequestro di persona aggravato festeggi per i reati contestati a quello che lui stesso ha indicato come suo nemico politico. La vergogna non ha limiti […] Il ministro dell’Interno Salvini gode scompostamente”.

Francesca Re David, segretaria generale del sindacato dei metalmeccanici Fiom-Cgil, ha voluto esprimere attraverso un comunicato il suo sostegno a Lucano, invitando i cittadini a una mobilitazione nazionale contro il razzismo: “Continua l’accanimento contro Mimmo Lucano, sindaco di Riace – si legge – Il suo modello di accoglienza dei migranti è da tempo sotto attacco e oggi arriva l’arresto per la paradossale accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La Fiom ha sempre sostenuto le politiche di concreta integrazione portate avanti con coraggio da Mimmo Lucano e staremo al suo fianco anche in questo momento. È ancora più necessaria una mobilitazione nazionale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, per l’accoglienza e per il lavoro di tutte e tutti”.

La società civile, da Don Ciotti a Giuseppe Fiorello
Hanno parlato in solidarietà di Lucano anche molti esponenti della società civile. “Ero con Mimmo Lucano a Riace nel 2004, quando iniziò la sua straordinaria esperienza di sindaco, continuo a esserlo oggi dopo il suo arresto”, ha detto Don Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele. “Sono convinto che le leggi vadano rispettate, ma sono anche convinto che, se Mimmo ha imboccato delle scorciatoie, lo ha fatto per un eccesso di generosità: nessun tornaconto personale, nessun potere da prendere o conservare ma solo il desiderio di sostenere la speranza di persone fragili, garantendo loro un futuro e una vita dignitosa. È un reato l’umana solidarietà? Si ripropone qui l’antico dilemma tra leggi dei codici e leggi della coscienza. Ripeto, bisogna stare sempre dalla parte della legalità, ma anche chiedersi se certe leggi non contraddicano la vocazione liberale e inclusiva della democrazia, vocazione che ha ispirato ogni passo dell’esperienza di Riace e del suo generoso sindaco. Ora c’è d’augurarsi che la politica, nel segno di una legalità inclusiva, sappia dare continuità e diffusione a un modello di accoglienza che ha generato lavoro e sicurezza e costruito la ricchezza umana e sociale di una comunità”.

Anche esponenti del mondo dello spettacolo hanno voluto manifestare il loro appoggio. Come Giuseppe Fiorello, che sulla storia del sindaco avrebbe dovuto girare una fiction per la Rai, bloccata poche settimane fa proprio a causa dell’indagine in corso: “Mimmo Lucano crederò in te più di prima – ha scritto su Twitter – Qualcuno si porterà sulla coscienza la vita di un uomo straordinario, io lo so che Mimmo non sopporterà questa vergogna, ora cerco parole per difenderlo ma mi rendo conto che non va più difeso, va amato come lui ama il prossimo“. Lo ha seguito, sempre sul social network, anche Alessandro Gassmann: “Mimmo Lucano favoreggiamento all’integrazione. Stay human”.