“Mi avete dato del criminale, del mafioso, di chi ricicla i soldi della malavita. Mi sono fatto, in totale, 6 anni di galera. Oggi mi hanno dato 6 mesi perché non mi potevano assolvere. Fatevi tutti un esame di coscienza. Dedico questa vittoria a mio figlio Carlos“. È lo sfogo di Fabrizio Corona, dopo che la Corte d’Appello di Milano ha ridotto la pena a sei mesi rispetto ai 12 che erano stati stabiliti in primo grado. Corona era imputato per la vicenda dei 2,6 milioni di euro in contanti trovati nel 2016 in parte in un controsoffitto dell’amica e collaboratrice Francesca Persi e in parte in cassette di sicurezza in Austria. La Procura generale aveva chiesto per l’ex “re dei paparazzi” una condanna a 2 anni e 9 mesi di reclusione.
“La Procura della Repubblica di Milano ha fatto una orribile figura e ha fatto fare a Fabrizio un processo inutile. Penso che sia il caso di mollare il colpo e di smetterla qui”, ha commentato uno dei due legali di Corona, Ivano Chiesa.
La Corte d’Appello ha dunque confermato l’assoluzione dalle accuse principali del processo, cioè l’intestazione fittizia dei beni e la violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione, e lo ha condannato, come nel giugno 2017, solo per un reato fiscale relativo al mancato pagamento di una cartella esattoriale.
Per questa imputazione, poi, la Corte, presieduta da Guido Brambilla, ha applicato per Corona un’attenuante specifica, avendo lui saldato il debito tributario prima dell’udienza preliminare. Inoltre, i giudici hanno disposto il dissequestro di assegni circolari per circa 50mila euro, mentre gran parte dei 2,6 milioni di euro di contanti erano già stati dissequestrati dalla Sezione misure di prevenzione. I giudici hanno anche ridotta la pena per Francesca Persi, coimputata, da 6 mesi a 3 mesi.
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