Una delegazione dei lavoratori Ilva si è presentata all’inaugurazione della nuova strada “Via delle Superba” per protestare ancora una volta contro la situazione di stallo per le trattative legate ai piani industriali degli stabilimenti. Chiedono venga rispettato l’accordo di programma, come firmato dal ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che prevede continuità di occupazione e reddito dei 1.474 lavoratori dell’Ilva di Genova Cornigliano.
“Presidente se entro il 23 non ci arriva la convocazione noi il 24 scenderemo in piazza, il Ministero si sbrighi…” annunciano i lavoratori al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che coglie la palla al balzo: “Ho la faccia da Cinque Stelle? Litigo un giorno si e l’altro anche con il governo, penso che siano intenzionati a convocarvi a breve, così non fosse non posso che darvi ragione”.
Pochi minuti dopo arriva il Ministero dello Sviluppo Economico rende noto in un comunicato stampa “di aver convocato il tavolo sull’accordo di programma Cornigliano-Ilva così come previsto nell’accordo sindacale sottoscritto al Mise lo scorso 6 settembre”. Così si terrà presso lo stabilimento Ilva di Genova/Cornigliano lunedì 24 alle 15.30, il tavolo richiesto dai lavoratori.
“Aspettiamo la lettera ufficiale ma la convocazione è un fatto positivo perché inizia la trattativa. Per averla bisogna sempre un po’ alzare la voce ma ci siamo abituati”, commenta il segretario della Fiom Genova, Bruno Manganaro. “Vediamo come finisce – prosegue il sindacalista – noi chiediamo la conferma dell’accordo di programma per Genova, sulle aree, sui numeri, sui diritti e sul salario”.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Rimaflow, Unicredit rivuole l’area ma gli operai si difendono: “Lavorare non è un reato, noi dalla parte giusta”

next
Articolo Successivo

Il mercato del lavoro cerca ingegneri ma l’Italia non li ha. Di chi è la colpa?

next