Forte calo dei matrimoni e aumento dei divorzi. È quanto rilevato dall’Istat nell’ultimo report sulla popolazione residente per stato civile: tra i 25 e i 34 anni non sono ancora sposati l’81% degli uomini e il 65% delle donne. Il confronto tra i dati appena pubblicati e quelli del censimento del 1991 mette in evidenza profondi cambiamenti: sono oltre 3 milioni i coniugati in meno a vantaggio di un corrispettivo aumento di celibi e nubili. A fronte di un calo della popolazione, che l’Istituto nazionale di statistica definisce “lieve” –  meno 309 mila persone – nella classe di età 45-54 anni quasi un uomo su quattro non si è mai sposato mentre è nubile quasi il 18% delle donne. Si registra poi un aumento dei divorziati, più che quadruplicati dal 1991, principalmente nella classe 55-64 anni.

In aumento, invece, le unioni civili. Il rapporto sottolinea che in Italia, a partire da luglio 2016 e fino a dicembre 2017, sono state costituite in totale 6.712 unioni civili e hanno riguardato prevalentemente uomini (il 69,8%). Lo studio, che ha tenuto conto anche delle trascrizioni di unioni costituite all’estero, evidenzia che le unioni sono più frequenti nelle grandi città: il 35,4% è stato costituito nelle 14 città metropolitane, e quasi una su quattro a Milano, Roma o Torino. La capitale, in particolare, è in testa tra le città italiane con più di 700 unioni celebrate.

Un altro aspetto che emerge dal rapporto appena pubblicato è il costante aumento dell’età della popolazione. Al primo gennaio di questo anno, l’età media degli italiani è di 45,2 anni: nel ’91 era al di sotto della soglia dei 40 anni. Il forte aumento della popolazione anziana (dai 65 anni in su) è evidente dal confronto con i dati del 1991 sia in termini percentuali (dal 15,3% a 22,6%), sia in termini assoluti (da 8,7 milioni a 13,6 milioni di persone). In particolare, secondo quanto si legge sul rapporto, raddoppia la fascia degli 80enni e oltre, che rappresenta ormai il 7% della popolazione totale residente: da 1 milione 955 mila a 4 milioni 207 mila abitanti. Nello stesso periodo, l’istituto ha rilevato la diminuzione della popolazione con meno di 15 anni, da 15,9% a 13,4% del totale.

La Coldiretti, commentando il report sulla popolazione, ha attribuito l’aumento della prospettiva di vita ad una crescente tendenza all’alimentazione più sana. “Con il 7% della popolazione, l’Italia è il paese con la percentuale più alta di ultraottantenni in Europa davanti a Grecia e Spagna – si legge nella nota – a conferma del valore della dieta mediterranea certificata da molti studi scientifici come un elisir di lunga vita”.