Non si è mai arreso Bruno Segre, avvocato torinese che il 4 settembre compie 100 anni. Antifascista da sempre, di origine ebrea, ma ateo, Segre ha combattuto per difendere la libertà: “Che è la cosa più bella che l’uomo possegga – racconta Segre, che durante il regime ha conosciuto per due volte l’esperienza del carcere – neanche il fascismo è riuscito a sopprimere il gusto per la libertà”. Un sentimento che lo ha portato durante la Guerra a salire sulle montagne cuneesi per unirsi alla divisione alpina di Giustizia e Libertà. Dopo la Liberazione, lavora prima come giornalista e poi come avvocato difendendo Pietro Pinna nel primo processo agli obiettori di coscienza in Italia: “È stata una battaglia che ci è costata molta fatica, ma passo dopo passo riuscimmo a fare delle piccole conquiste. Salvini vorrebbe reintrodurre la leva, ma è una mostruosità che poteva albergare in una mente obnubilata come la sua”.
Oggi dal suo studio torinese dove dirige la rivista L’incontro, Segre guarda con preoccupazione all’evolversi dello scenario politico italiano: “La democrazia italiana è minacciata dalle due forze di destra, Lega e M5s, ma per fortuna esistono ancora le istituzioni, come quella del Presidente della Repubblica, che potranno tenere a freno il governo”. Un sentimento che si estende anche alle politiche del governo in materia di migranti: “Siamo stati un popolo di emigranti, non possiamo dimenticarlo. Nel flusso migratorio, ci sono fenomeni delinquenziali, ma sono irrisori, non si può generalizzare razzisticamente come fa Salvini”. Per festeggiare il compleanno dell’avvocato, a Torino si terrà una settimana di eventi, rappresentazioni teatrali e conferenze dal 3 all’8 settembre che celebreranno i vari volti della vita di Segre.

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