Addio, Vincino. Amici conoscenti e colleghi lo hanno salutato al Verano: ognuno ha lasciato un personale ricordo. “Mio padre lo conoscevano tutti – ha detto sua figlia Caterina – In privato era esattamente come lo si immagina: chiuso nel suo mondo, a disegnare. Abbiamo viaggiato tanto. Ricordo una in Egitto dopo che andammo a trovare mia sorella. Mi disegnò addosso dei cammelli. Progettavamo insieme giornali, vignette, idee. Era un continuo. Un vulcano di idee. Gli ho lasciato un disegno mio, io e lui disegnati da me e da lui. Quanto ero piccola, mi diceva che quando sarebbe morto avrei dovuto continuare a disegnare, firmandomi al posto suo, in modo che nessuno sapesse della sua morte”

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