Sono due gli attacchi terroristici che in queste ultime ore hanno portato il caos a Kabul. Prima un kamikaze si è fatto esplodere in una scuola privata nella zona a maggioranza sciita della capitale afghana. E poi, quando la città era impegnata nella sepoltura delle 34 vittime –  tra i 16 e i 18 anni – un commando uomini armati ha assaltato un edificio in costruzione nei pressi di un centro di addestramento dei servizi d’intelligence afghani. Secondo la polizia, l’attacco è stato contenuto e dopo quasi sei ore si è conclusa la guerriglia. Per ora non si conosce il numero certo delle vittime. Amnesty, in una nota, ha reso noto che la violenza in Afghanistan dall’inizio del 2018 ha raggiunto livelli record negli ultimi dieci anni, con 1.692 morti nei primi sei mesi dell’anno.

Il ministro dell’Interno Wais Barmak ha dichiarato che i responsabili dell’attacco al campo di addestramento sono stati “tutti” uccisi dalle forze di sicurezza. Si è trattato di un assalto “complesso“, secondo Barmak, anche se gli assalitori erano solo “tre”, e non c’è stata ancora alcuna rivendicazione. Abdul Raouf Khorasani, invece, è il nome dell’uomo che ha causato la morte dei giovani studenti: a renderlo noto un messaggio diffuso dall’organo di propaganda dello Stato islamico, Amaq, che elogia il “fratello” e rivendica l’attentato alla scuola “dei pagani Rafidha” – termine dispregiativo per indicare gli sciiti.

Stando alla Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama), tra gennaio e giugno almeno 363 bambini sono morti e altri 992 sono rimasti feriti. La direttrice generale dell’UnicefHenrietta H. Fore denuncia “la crescente violenza” che si registra nel Paese. “L’Unicef continua a chiedere a tutte le parti in conflitto di aderire ai principi umanitari, di rispettarli e di garantire la sicurezza e la protezione di tutti i bambini” conclude Fore.

Samira Hamidi, responsabile di Amnesty per l’Asia del Sud condanna in una nota l’uccisione dei ragazzi e la annovera tra i “crimini di guerra” che da inizio anno continuano ad essere registrati in tutto l’Afghanistan. “Gli studenti uccisi si stavano preparando all’esame di ammissione all’università quando l’attentatore ha colpito. La tragedia è aggravata dal fatto che l’attacco pare essere motivato dall’odio settario, colpendo membri della comunità religiosa minoritaria sciita” scrive. Per l’agenzia di stampa Dpa dall’inizio dell’anno la sola Kabul è stata oggetto di almeno 16 attacchi che hanno causato la morte di oltre 240 persone.