Polemica vivace a Coffee Break (La7) tra la giornalista del Corriere della Sera, Maria Teresa Meli, e l’europarlamentare della Lega, Angelo Ciocca. Quest’ultimo loda l’operato del governo M5s-Lega, ma Meli insorge: “Ma cosa ha fatto questo governo in 60 giorni, mi scusi? Io non ho visto nulla. Neanche i porti avete chiuso. Lo avete raccontato in giro, ma non li avete chiusi”. “Lei fa con grande professionalità giornalismo” – risponde Coccia – “quindi, leggiamo il dato degli sbarchi di luglio 2018 con quello relativo al 2016. Peraltro, quest’anno a luglio c’è stato un tempo bellissimo col rischio di una invasione di massa come nel 2016 e nel 2017″. “Se i numeri di quest’anno sono bassi, dovete ringraziare solo Minniti” – ribatte la giornalista – “gli accordi con la Libia li ha fatto lui, non Salvini“. La polemica dura qualche minuto, poi Meli attacca il decreto di dignità: “E’ una cosa ridicola, perché Di Maio non ha fatto niente dii quello che aveva promesso e certamente non ha stravolto l’impianto del Jobs Act. Ha lasciato immutata la situazione, mettendo alcuni elementi peggiorativi. Geniale”. Lo scontro con Coccia riesplode, quando l’europarlamentare leghista osserva: “Le aziende chiudono perché non riescono a utilizzare le infrastrutture esistenti. Quindi, è necessaria una loro manutenzione. Anche il mondo imprenditoriale è contento di avere un governo che ragiona in questo modo”. “Cioè è contento di avere un governo che vuole chiudere l’Ilva?”, chiede Meli. “Lei prima ha fatto delle affermazioni dicendo che il governo mette al tavolo per la Tav dei criminali”, risponde Coccia. Ma Meli smentisce: “Non ho mai detto questo. Se lei ascolta e capisce chi parla, forse è meglio”. “Stiamo facendo confusione, a partire dall’immigrazone” – ribatte Coccia – “senza riconoscere lo sforzo diretto che ha fatto Salvini. E questo gli è costato prese di posizione ingiuste da parte di molti”

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