Un processo fermo da un anno e continuamente rinviato per motivi burocratici: il caso della dottoressa Rita Fossaceca uccisa nel 2015 in Kenya non ha ancora trovato giustizia, l’ultimo rinvio è stato deciso dal giudice la settimana scorsa.

“È una situazione davvero difficile – riferisce l’avvocato Giulia Lozzi che assiste la famiglia del medico molisano – perché ogni volta le udienze saltano per motivi prevalentemente burocratici. Il processo in Africa è ormai fermo da circa un anno, praticamente da quando sono state acquisite in videoconferenza dall’Italia le testimonianze dei familiari della dottoressa e delle infermiere volontarie. Questo stop prolungato è diventato motivo di ulteriore dolore per i parenti che sperano nella giustizia keniota affinché possano essere individuati i responsabili dell’omicidio. Tutto questo è straziante anche perché non ci sono tempi certi per arrivare ad una sentenza. Al momento sappiamo solo che, dopo i tanti rinvii, la prossima udienza è stata fissata alla fine dell’estate”.

Rita Fossaceca era originaria di Trivento, in provincia di Campobasso, si trovava in Africa per conto dell’associazione ‘For Life Onlus’ per aiutare i bambini ospiti di un orfanotrofio nella zona. La donna faceva esperienze di volontariato in Africa da 11 anni.

Fossaceca fu uccisa la sera del 28 novembre 2015 da un commando di rapinatori nel piccolo villaggio di Watamu, del distretto di Malindi, a nord di Mombasa. La donna fu raggiunta da un colpo di pistola mentre cercava di proteggere la madre, assalita con un machete. I banditi ferirono anche gli altri suoi famigliari presenti: il padre, lo zio sacerdote e due infermiere. Sul banco degli imputati ci sono due persone, accusate di aver preso parte al piano per assaltare la casa del medico molisano, ma gli altri complici del commando non sono mai stati individuati e incriminati.