Tutti promossi e con voti alti, soprattutto al Sud. La maturità 2018 va in archivio con un dato che fa riflettere: solo lo 0,4% degli oltre 500 mila ragazzi che hanno svolto l’esame di stato è stato bocciato. Una percentuale che aumenta di anno in anno, alla pari di quella di coloro che arrivano persino a conquistare le lodi: l’1,3% contro l’1,2% dello scorso anno. È la fotografia dei maturandi che arriva direttamente dal ministero dell’Istruzione, che ha diffuso i dati delle rilevazioni effettuate nelle scuole secondarie di secondo grado.

I nostri ragazzi aumentano la loro performance: cresce la percentuale dei promossi con una votazione superiore a 70/100: il 64,4% rispetto al 62,5% dello scorso anno. Mentre sono in diminuzione i punteggi sotto il 70: il 27,8%  dei maturandi ha conseguito una votazione tra il 61 e il 70, fascia di voto che nel 2017 era stata conseguita dal 29%. E anche i 60 scendono al 7,8%,rispetto all’8,5% dello scorso anno. Se poi andiamo a guardare i numeri che ci vengono forniti dal Miur nel dettaglio, scopriamo che i nostri studenti, nonostante quanto dicano i test Invalsi, sono sempre più bravi: i  100 salgono al 5,7%, rispetto al 5,3% dell’anno scorso. I ragazzi con un voto fra 91 e 99 sono il 9%: nel 2017 erano l’8,5%. E il 19,6% degli studenti ha conseguito una votazione tra 81 e 90, rispetto al 18,9% dello scorso anno.

Il quadro che ne esce è ben diverso da quello che viene in genere dipinto dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo e di istruzione che raffigura un’Italia divista tra Nord e Sud. La maturità accorcia le distanze: le Regioni con il più alto numero di lodi sono Puglia (1.066), Campania (860) e Lazio (574), Sicilia (560). Anzi a guardare bene le Regioni con il più alto numero di lodi rispetto alla popolazione scolastica vince il Sud: in Puglia ha conseguito il voto massimo il 3%  dei maturandi; in Umbria il 2,2%; nelle Marche il 2,1% e in Calabria il 2% mentre la Lombardia finisce in fondo alla classifica con lo 0,6% seguita da Piemonte, Trentino Veneto, Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna con lo 0,9%.

Dati in controtendenza rispetto all’ultimo rapporto Invalsi che spiegava come “nella scuola secondaria di secondo grado, riproducendo il quadro che emerge anche dall’indagine internazionale Pisa (Programme for International Student Assessment), il Nord ottiene risultati superiori sia alla media italiana che alla media Ocse; mentre il centro ha un risultato in linea con la media dell’Italia, più bassa della media Ocse; invece il sud e le isole hanno risultati inferiori sia alla media italiana che alla media Ocse”.

Ciò che non cambia sono le differenze dei risultati tra le diverse tipologie di percorso. Le votazioni nei licei si confermano mediamente più alte: il 2,2% consegue la lode, l’8% ha avuto 100, l’11,4% tra 91 e 99, il 22,9% tra 81 e 90. Ai tecnici solo lo 0,7% ottiene la lode e ai professionali lo 0,2%. Diminuiscono, tuttavia, anche in quest’ultimi due corsi il numero di coloro che prendono solo 60: ai tecnici si è passati dall’11,2% al 10,6% e ai professionali dall’11,6% all’11%.