Stava sostituendo la lampadina di un lampione quando fu punto da un insetto, probabilmente una vespa. Poco dopo Davide Zangara, un operaio di 44 anni, cominciò a stare male fino a morire. Ucciso da un choc anafilattico. Era il giugno di 4 anni fa. Il legale rappresentante della ditta è finito sotto processo e ieri è stato condannato a un anno per omicidio colposo dal giudice Ludovico Morello del tribunale di Ivrea. Il pm Giuseppe Drammis aveva chiesto di considerare la morte dell’operaio come un incidente sul lavoro di cui il titolare dell’azienda doveva essere ritenuto responsabile e aveva chiesto due anni.

Pochi giorni prima, come la moglie ha raccontato a La Stampa, l’uomo era stato punto d aun altor insetto e aveva avuto una reazione. L’operaio, che era in servizio a Brozolo, era solo e non riuscì ad allontanarsi di molto: fu trovato qualche ora dopo da un uomo aveva chiesto un’indicazione nel tentativo di raggiungere il paese per cercare una farmacia. Secondo l’accusa l’imputato avrebbe dovuto prevedere che il suo dipendente che lavorava all’aria aperta potesse incorrere nella puntura di un insetto e correre ai ripari, ad esempio con un abbigliamento adeguato oppure prevedendo che i dipendenti lavorassero in coppia. La difesa – sostenuta dagli avvocati Valentina Sandroni e Stefano Campanello – presenterà ricorso dopo aver letto le motivazioni del verdetto. La famiglia di Zangara, che ha lasciato una moglie e due figli, si è costituita parte civile assistita da  da un collegio composto dagli avvocati Luigi Chiappero, Paola Giusti e Maria Turco. I familiari sono stati risarciti.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Metro C Roma, truffa da 320 milioni, falso e corruzione: in 25 verso il processo. Tra loro Improta, Alemanno e Incalza

next
Articolo Successivo

Legittima difesa, Minisci (Anm): “Si rischia di legittimare reati gravi come l’omicidio. E’ una distorsione inammissibile”

next