Due tecnici e due politici. Il Parlamento ha eletto quattro dei sette componenti del nuovo consiglio di amministrazione della Rai. Sono Rita Borioni e Beatrice Coletti, elette dal Senato, e Igor De Biasio e Gianpaolo Rossi, nominate dalla Camera. Sia i partiti della maggioranza di governo – Lega e M5s – che quelli principali all’opposizione – Forza Italia e Pd – hanno ottenuto una poltrona nella stanza dei bottoni di viale Mazzini. Molto diverse tra loro, però, le caratteristiche delle personalità scelte dalle varie forze politiche. “La Rai sarà una grande azienda e si salverà solo se sarà indipendente e libera, dove il merito e solo il merito agisce sulle scelte. Deve finire l’era delle appartenenze politiche, dell’influenza del governo sui giornalisti Rai e viceversa. Deve cambiare tutto”, aveva detto ieri il presidente della Camera, Roberto Fico.

Come annunciato, infatti, il M5s ha proposto Colletti, manager televisiva votata dagli attivisti sul Blog delle Stelle ed eletta a Palazzo Madama con 133 voti. Milanese classe 1949, ha al suo attivo ruoli da amministratore delegato e direttore di canali tv e 26 anni di esperienza in diversi comparti del settore. È stata tra l’altro capo delle produzioni del Gruppo Fox e si è occupata delle startup dei canali italiani e della creazione dei canali Fox Crime e Fox Life, dirigente di TI Media come responsabile delle produzioni News e Sport di La7 Televisioni, capo delle produzioni di Fremantle Media Italia e consulente di Sky.

La Lega, invece, ha scelto Igor Di Biasio che alla Camera ha preso 312 voti. Si tratta di un dirigente locale del Carroccio nella zona di Monza, tra i fondatori della sezione di Biassono, attualmente direttore commerciale per Europa e Medio Oriente di Moleskine. Anche le opposizioni puntano su nomi politici, che sono stati verosimilmente votati con un sistema incrociato. Il Pd ha votato Rossi, intellettuale d’area di centrodestra che è stato anche presidente di Rainet, ed editorialista del Tempo: ha preso 166 voti. Ex fidanzato della deputata di Forza Italia, Deborah Bergamini. , già nel 2012 era tra i papabili componenti del cda Rai in quota centrodestra. In quel caso, la sua esclusione aveva addirittura fatto nascere un caso tutto interno al centrodestra.

In cambio dei voti a Rossi, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno votato Borioni, che ha preso 101 voti. Quello della storica dell’arte di area Pd è, al momento, dell’unico nome del cda uscente che viene riconfermato in viale Mazzini. Storica dell’arte e, ex viceresponsabile Cultura del Pd e ex consulente del presidente della commissione Cultura del Senato, Borioni è consigliera di amministrazione della Rai dal 2015. La sua riconferma ha suscitato qualche discussione tra i dem: da una parte i renziani (Andrea Marcucci e Matteo Orfini in testa) la sostenevano, mentre il segretario Maurizio Martina proponeva un nome più tecnico e meno vicino al Pd come Giorgio Balzoni (giornalista che lavora da una vita in Rai) e Giovanni Minoli. Addirittura una parte di deputati hanno anche proposto Michele Santoro anche per mettere in difficoltà il M5s. Alla fine hanno scelto di rinnovare il mandato a Borioni.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Dl Dignità, Confindustria torna all’attacco: “Inefficace, da modificare”. Di Maio: “Terrorismo psicologico”

next