Se chiedessi “a cosa serve un integratore?” chiunque, anche la persona meno competente in medicina mi risponderebbe “a integrare” e avrebbe ragione. Eppure oggi c’è un mercato fiorente. Esistono integratori per tutti gli usi e le tasche, per ogni esigenza, fase della vita, lavoro e condizione. C’è l’integratore per la menopausa e quello per i problemi di fertilità, quello per le future mamme e quello per i bambini. Chi non riesce a concentrarsi ha la pillola pronta così come chi è stanco o ha problemi di sonno. La pillola magica, oggi, è un integratore. Che però ha un solo problema: non serve a niente.

Già, perché l’unico che guadagna dagli integratori è il produttore.

Come dice la parola stessa l’integratore è un prodotto che serve solo quando c’è una carenza (malattia in corso, convalescenza, malnutrizione) o serve un aumento delle risorse utili alla salute. Sappiamo per esempio che in gravidanza, già prima di intraprenderla, un’integrazione con acido folico protegge il nascituro da alcuni problemi e la donna da altri. Sappiamo che se c’è un’anemia per carenza di ferro, indagate le cause, integrare con del ferro per via orale può essere utile a migliorare alcuni sintomi e così via. Per il resto, quando una persona è sana, si nutre in maniera varia e completa, ha una condizione generale buona, non c’è nessun motivo e nessuna necessità di usare integratori. Non servono a niente e fanno spendere molti soldi. Basterebbe mangiare meglio.

Perché allora questa fiorente richiesta? Perché quella degli integratori è una formula magica meravigliosa. Pensate ad una pillola facilmente disponibile (non servono ricette o prescrizioni), senza effetti collaterali, che ci fa solo bene e risolve i nostri problemi. Pensate anche alla pubblicità che ci martella consigliandoci l’integratore per questo o per quello. Esatto, gli integratori sono semplicemente un business, un prodotto commerciale e non sono medicina, solo negli Stati Uniti ogni anno vengono spesi quasi 40 miliardi di dollari in integratori.

Sono talmente redditizi per l’industria che persino le multinazionali, che per anni li hanno snobbati, ora hanno le loro linee di integratori. Il fatto che non ci sia nulla da integrare quando si sta bene è, oltre che un’ovvietà, anche un dato scientificamente assodato che ha ricevuto ulteriore sostegno da una recente pubblicazione che ha controllato se davvero multivitaminici e integratori potessero prevenire le malattie cardiovascolari. La risposta, come potete immaginare, è negativa. Gli integratori non prevengono nessuna di queste malattie. Come non esistono integratori che risolvono la calvizie o l’infertilità. Persino prodotti “storici”, come il DHA (i cosiddetti acidi grassi, contenuti nell’olio di pesce, conosciuti anche come Omega 3) per anni venduti come “panacea” per migliorare le capacità intellettive e prevenire i cali di memoria, si sono rivelati una grande delusione, dimostrando di non prevenire né migliorare nulla che non si possa migliorare con la normale alimentazione. Tra gli integratori hanno grande successo gli anti ossidanti. Venduti per anni come prodotti capaci, grazie alla loro capacità, di proteggere le cellule dai danni, di prevenire malattie tra le quali i tumori, negli ultimi anni hanno trovato sempre più ostacoli al loro successo. Non solo sembrano non avere grandi effetti protettivi, non solo la loro protezione delle cellule è “cieca” (protegge forse le cellule sane ma anche quelle tumorali che quindi non risponderebbero alle terapie) ma hanno, in alcuni esperimenti su animali, addirittura favorito i tumori. Una fine ingloriosa per un prodotto che ancora oggi riscuote tantissimo successo.

Qualcuno cerca di trovare sempre il lato positivo delle cose “in fondo male non fanno”, dice. In realtà non è così. Oltre a casi (anche letali) di avvelenamento per errori di dosaggio e confezionamento, questi prodotti sono stati accusati di un effetto molto subdolo: l’effetto airbag. Usare questi prodotti fa sentire falsamente protetti da molte malattie. Chi assume integratori che ufficialmente (ma non realmente) proteggono il cuore si sentirà erroneamente più al sicuro da problemi cardiaci e quindi rischia di avere comportamenti che invece aumentano il rischio di ammalarsi. Non a caso il consumo di integratori è più alto nei fumatori e in chi ha abitudini non sane. Il prezzo di questi prodotti è poi molto elevato e quindi, assieme all’utilità nulla e ai potenziali pericoli, c’è anche il danno economico.

Molto meglio mangiare bene e vivere in maniera più sana possibile.