Elena Fattori esce allo scoperto e pubblicamente rilancia ciò che nei gruppi parlamentari penstastellati aleggia da un po’, alla vigilia della riunione di questa sera. La Fattori ‘giustifica’ l’accentramento delle decisioni che le nuove norme m5s hanno affidato al capo politico Luigi Di Maio: “Nella fase in cui si doveva avere una certa disciplina è stato importante che scegliesse tutto lui, quando saranno scaduti i primi 18 mesi del nuovo capogruppo, sarà il momento che il governo faccia il governo e il Parlamento faccia il Parlamento”.

Per la Fattori, che si candidò alla leadership del M5S “c’è bisogno di maggiore condivisione con gli attivisti, io sono tra i fautori di una nuova era, di un cambio dello statuto M5S – ed aggiunge – Luigi (Di Maio, capo politico del M5S, ndr) aveva dato disponibilità a farlo e sono sicura che si riaprirà un dialogo in questo senso”. Coinvolgimento della base. Ma come? “Io credo che la base sia tutto nel Movimento, c’è chi parla della ‘Piattaforma’ (Rousseau, ndr) no, la grande forza del M5S è l’anima degli attivisti e credo sia ora d’incontrarli, perché non ha molto senso fare le cose on-line, le persone bisogna incontrarle fisicamente e veramente e sarebbe bello riuscirle a pensare il confronto vero con la base, non attraverso la Piattaforma –  continua a spiegare – perché so che il voto on-line per loro è molto frustrante. Io giro molto per i territori ed è ora che lo facciano tutti ed è ora di organizzarsi in maniera democratica”.

La Fattori osserva che “non c’è organizzazione sui territori, bisogna farla e farla in maniera democratica”. Ortodossa e senza remore Fattori parla anche di Davide Casaleggio: “Lui non ha un ruolo codificato, dargli un ruolo codificato e con delle responsabilità potrebbe essere interessante, perché lui non è un ‘semplice attivista’ (come ama definirsi), gestisce la Piattaforma Rousseau quindi ha un ruolo importantissimo nel M5S, poi deciderà lui, ma avere una struttura decisionale fatta bene, al di là del Parlamento, sindaci e consiglieri comunali hanno bisogno di una rete organizzata e democratica. Non c’è, se vogliamo farla dobbiamo farla dal basso. Questo mi piacerebbe ora che siamo forza di governo”.

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