Nessuno tocchi le rondini. Almeno a Roma. Vietato distruggere i nidi, eliminare le cavità delle tegole in prima fila, disinfestare durante il periodo riproduttivo o posizionare materiali e macchinari a meno di due metri dai rifugi. Un’ordinanza sindacale piuttosto stringente quella firmata da Virginia Raggi che introduce un’assistenza speciale per quattro varietà di rondini quali rondini, rondoni, balestrucci e topini, nel nome della “tutela della biodiversità in ambito cittadino”. Il provvedimento – che punta non solo a tutelare i volatili ma anche a favorirne la diffusione sul territorio cittadino – recepisce una legge dello Stato, la 157/1992 che “vieta l’uccisione degli individui adulti e la distruzione di nidi, uova e nidiacei”, ancora attuale in quanto “dal progetto MITO2000 e’ emerso che alcune specie indicate sono in diminuzione numerica all’interno di tutto il territorio italiano”.

La lettura dell’ordinanza ha spinto alcuni quotidiani romani, fra cui Il Messaggero, a indicare nel provvedimento un meccanismo per sopperire alle difficoltà nelle azioni di disinfestazione della zanzara tigre. Fra le motivazioni, infatti, viene citato il “contributo” che i volatili portano “alla riduzione di insetti, quali zanzare e mosche” assumendo “fino a circa 6.000 insetti al giorno per coppia di uccelli nella stagione riproduttiva, per complessivi 150.000 insetti catturati al termine di ogni covata”. Degli “insetticidi naturali”, come li ha definiti il presidente della Commissione ambiente, Daniele Diaco, “che ci aiuteranno – dice il consigliere – a migliorare la sicurezza sanitaria della città senza fare ricorso a insetticidi di sintesi, certamente più dannosi per l’incolumità dei cittadini”. In realtà – nonostante le parole del consigliere pentastellato – questo non sembra essere lo spirito dell’ordinanza, nella quale non si fa riferimento alla tutela delle rondini come strumento alternativo all’utilizzo delle normali disinfestazioni antizanzare. E ci mancherebbe altro.

Va detto, però, che le operazioni di bonifica che anche quest’anno sono abbastanza in ritardo. Non è ancora stata pubblicata, infatti, la seconda ordinanza larvicida e adulticida della zanzara tigre nelle aree pubbliche. Per il momento, l’unico testo approvato da Virginia Raggi è datato 9 maggio e introduce misure nei condomini e nei terreni privati, dove secondo il Campidoglio gli insetti depositano il 60-70% delle uova. La scorsa estate, ad Anzio, Roma e Latina, si verificarono alcuni focolai epidemici da Chikungunya su cui si scatenò la polemica politica per il probabile ritardo nell’azione di prevenzione.

In attesa dell’avvio delle disinfestazioni – sempre di essere ancora in tempo – il Comune si premura dunque di tutelare le rondini. Con buona pace di coloro che si lamentano per il guano che si deposita sul terrazzo o imbratta i panni stesi. Ad esempio, chi vuole ristrutturare il tetto potrà farlo, ma prima dovrà presentare una relazione al Dipartimento Tutela Ambientale con l’indicazione delle “modalità di salvaguardia dei nidi” e, nei casi in cui non sia possibile prevederle, “di installazione di nidi artificiali idonei”. Obbligatoria, poi l’apertura di “cavità delle tegole” fra quelle poste in prima fila”; l’utilizzo di “intonaco rugoso per agevolare la costruzione dei nidi di rodini e balestrucci sotto ai cornicioni degli edifici”; l’installazione, in presenza di insediamenti, di “strisce e nastri incollanti per la cattura degli insetti circondandoli con rete metallica affinché gli uccelli non restino incollati”; la verniciatura con calce “mediante spruzzo per la disinfestazione delle stalle prima del periodo riproduttivo”. Infine, per tutelare i nidi, bisogna mantenere “la distanza minima di 2 metri sia sotto che accanto al nido occupato”.

“E’ opportuno ricordare – specifica Diaco – che l’organizzazione mondiale BirdLife International, di cui la Lipu è partner per l’Italia, ha inserito rondini e balestrucci tra le specie considerate minacciate a livello continentale e, dunque, prioritarie per la conservazione”. Alla Polizia Locale il compito di sorvegliare. E per i trasgressori, in arrivo multe salatissime.