“Nessuna delle violazioni di legge indicate dall’accusa ha trovato conferma alla luce di valutazioni in punto di diritto o di fatto” e non si può ravvisare alcuna violazione perché l’operato di Giuseppe Sala “ha trovato pieno riscontro nelle determinazioni del Cda” di Expo in relazione “alla questione delle essenze arboree”. Lo scrive il gup Giovanna Campanile motivando il proscioglimento del sindaco di Milano Sala, ex commissario unico di Expo, e del manager Angelo Paris dall’accusa di abuso d’ufficio, deciso il 29 marzo scorso.

In un passaggio delle motivazioni del provvedimento il giudice “reputa che anche ove si voglia sostenere che Sala abbia operato nella pura veste di amministratore delegato” di Expo “e non già, come preferibile, di Commissario Unico, non può ravvisarsi alcuna violazione” della legge “poiché il suo operato ha trovato pieno riscontro nelle determinazioni del Cda, coinvolto nella questione del essenze arboree sin dal fallimento” di un primo bando “e consapevole e partecipe di tutti gli sviluppi e decisioni a riguardo”.

“In sintesi – si legge ancora nelle motivazioni – nessuna delle violazioni di legge indicate dall’accusa ha trovato alcuna conferma alla luce di valutazioni in punto di diritto o di fatto e, pertanto, non si ritiene utile l’esperimento della fase dibattimentale che nulla potrebbe aggiungere o immutare a queste conclusioni, data la completezza delle indagini che induce a escludere l’emersione di nuovi e contrari elementi di prova. Spetta quindi a questo giudice di dichiarare il non luogo a procedere nei confronti dell’ingegner Paris e del dottor Sala perché il fatto non sussiste“.

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