Le consultazioni a vuoto, la prospettiva di un governo istituzionale e le minacce di ritorno al voto a fine luglio, le trattative sul contratto di governo firmato da M5s e Lega andate avanti a rassicurazioni e correzioni, grandi e piccole: eppure non è ancora finita. L’arrivo sul traguardo del possibile governo di Di Maio e Salvini è al rallentatore: l’esecutivo “del cambiamento” vede ancora da lontano le Camere a cui chiedere la fiducia. Il 78esimo giorno dopo le elezioni è interlocutorio, una volta di più. Questa volta è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a prendersi altro tempo: un altro giorno, forse due. E anche i problemi sono un altro, anzi due: c’è da riguardare il profilo di Giuseppe Conte, soprattutto dopo il lento impallinamento dei giornali sul curriculum e c’è il problema vero, quello del possibile ministro dell’Economia Paolo Savona, fiero anti-euro. La situazione è sospesa, anzi appare tesa, anche tra M5s e Lega. Se Luigi Di Maio sfoggia sorrisi, è Matteo Salvini a far oscillare ancora la spada di Damocle: “Ormai è da dieci giorni che sul programma ce la stiamo mettendo tutta – dice in diretta su facebook, ormai quotidiana – Se c’è qualcuno che vuole fermare questa marcia in Italia o all’estero, lo dica. Abbiamo fatto tutto il lavoro possibile e immaginabile. O si parte o ce lo si dica subito“.

Mattarella ha scelto la via della decantazione. Ha ricevuto i presidenti delle Camere, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati, poi ha partecipato alla partenza della “Nave della legalità” a Civitavecchia. Un percorso non rettilineo, quello deciso dal capo dello Stato, e d’altra parte Di Maio e Salvini non possono dire di non averlo saputo. Mattarella ha spiegato più volte quali sarebbero state la strada da percorrere, il ruolo di ciascuno, le regole del gioco: in pubblico (come nel discorso su Einaudi), in privato come durante il giro consultazioni di ieri al Quirinale (il settimo tra Colle e mandati esplorativi), quando ha rammentato ai due giovani leader l’articolo 95 della Costituzione che assegna al presidente del Consiglio un ruolo politico, di indirizzo del governo, e non quello di esecutore di un programma deciso da altri e capo di una squadra formata da altri (tra i quali i veri leader). Un presidente “fantoccio”, “burattino”, per giunta sconosciuto a livello internazionale. Per tutti questi motivi Mattarella ha visto Fico e Casellati invece di convocare direttamente Conte per l’incarico, come indica la prassi. Secondo alcune fonti interne è stato un normale incontro istituzionale, ma secondo altre ha voluto condividere queste riflessioni anche con loro.

Per giunta in queste ore il nome del professore di diritto è stato sottoposto allo stillicidio dei giornali sul curriculum: gli studi all’università di New York e poi la battaglia giudiziaria al fianco dei genitori che volevano far curare la figlia con le cure del metodo Stamina. “Non sanno più cosa inventarsi” dice Luigi Di Maio, “Su Conte ho già letto diversi tentativi diffamatori” aggiunge la capogruppo alla Camera Giulia Grillo, “E’ un italiano senza santi in paradiso” si legge sul Blog delle Stelle in un intervento a firma di tutto il Movimento.

Così, a un certo punto della giornata, è tornato d’attualità il nome di Luigi Di Maio. Alla Lega, magari con un dirigente come Giancarlo Giorgetti (non sgradito al Colle), potrebbe andare l’Economia e altri ministeri di peso. Ed è Matteo Salvini a far intendere che non se ne parla nemmeno: non ci sono ripensamenti, dice, e non acceteremo mai Di Maio a Palazzo Chigi, “lo abbiamo detto e lo ripetiamo”. Un governo Di Maio, per un paradosso frutto di un’alleanza tra due movimenti così diversi, avrebbe i contorni favoriti dal Quirinale (perché il presidente sarebbe una figura politica, leader del primo partito italiano), ma renderebbe l’esecutivo più fragile perché la Lega potrebbe non accettare una guida “non terza”. 

Ma il vero problema di questo governo non è il possibile presidente, ma il possibile ministro dell’Economia. E’ su Paolo Savona che si consuma un braccio di ferro tra i contraenti del governo e il Quirinale. E anche su di lui arriva un nuovo timbro di Salvini: “A me piacerebbe molto. Non indico niente a nessuno ma è una persona la cui storia è una garanzia per 60 milioni di italiani“. M5s e Lega ostentano sicurezza, ma resta una situazione appesa. Da una parte tutti dicono che va tutto liscio, dall’altra, però, i due leader si vedono un’altra volta. “Stiamo cercando di fare un governo” abbozza Di Maio. Forse partecipa anche lo stesso Conte: fonti del M5s confermano, altre della Lega smentiscono. Fatto sta che è intorno a Savona che si sta giocando una partita delicatissima tra Di Maio e Salvini.

Il governo che non arriva mai ha ricevuto la benedizione dei vescovi e quanto ce n’è bisogno. Il presidente della Cei Gualtiero Bassetti dice che i “i vecchi partiti si sono sgretolati” e che “è giunto il momento di cogliere la sfida del nuovo che avanza“ perché d’altra parte “nessuno può negare che nelle migliaia di Comuni italiani ci sono persone che senza alcuna visibilità e senza guadagno reggono le sorti della nostra fragile democrazia“. Ma Bassetti avverte: “Ricordiamo a tutti come non basti nemmeno avere un governo per poter guidare il Paese. Occorre – questo Paese – conoscerlo davvero, conoscerne e rispettarne la storia e l’identità; bisogna conoscere il mondo di cui siamo parte e nel quale la nostra Repubblica (cofondatrice dell’Europa unita) è desiderosa di ritornare a svolgere la sua responsabilità di Paese libero, democratico e solidale”.

CRONACA ORA PER ORA

21.14 – Di Maio: “Nessun ripensamento su Conte”
“Non c’è nessun ripensamento sul nome di Conte. Nei suoi confronti c’è una violenza inaudita… Si chiama opera di piccionatura, proprio per questo non molliamo. Conte è una brava persona e ha la mia solidarietà”. Così Luigi Di Maio alle telecamere, uscendo da Montecitorio. “Con la Lega siamo allineati” sul nome di Conte, ha sottolineato il capo politico grillino.

20.29 – Fontana: “Agricoltura andrà alla Lega”
“L’Agricoltura andrà alla Lega ma non sarò io. Non voglio diventare ministro a tutti i costi. Io mi sono occupato di rapporti internazionali quando ero al Parlamento europeo”. Lo ha detto Lorenzo Fontana (Lega) a Porta a Porta.

20.29 – Fontana (Lega): “Veto su Fontana? Sarebbe un bel problema”
“Si è trovato un accordo sul nome di un premier, è brutto parlare di rottura, noi aderiamo su quello. Su Savona sarebbe un bel problema se ci dovesse essere” un veto da parte del Quirinale. “Su Savona anche M5 era d’accordo. Un veto sarebbe sarebbe un bel problema”. Lo ha detto Lorenzo Fontana a Porta a Porta a proposito del governo tra m5s e Lega.

20.20 – Fontana (Lega): “Istruzione a M5s, ma non so chi”
“Il ministero dell’Istruzione a Vincenzo Spadafora? Andrà al Movimento 5 Stelle, ma non conosco il nome”. Così il vicepresidente della Camera e vicesegretario della Lega, Lorenzo Fontana, a Porta a Porta.

20.17 – Giorgetti: “Conte? Il nome non vacilla”
“Non capisco perché avete dubbi, il nome non vacilla. Il Quirinale ha chiesto tempo per riflettere, aspettiamo”. Lo dice Giancarlo Giorgetti, capogruppo della Lega alla Camera.

20.14 – Fontana (Lega): “Il nome di Savona è molto importante”
“Il nome di Savona è molto importante per noi, piace anche a M5s, non è un nome scontato, non andrà in Europa a dire che va tutto bene”. Lo ha detto Lorenzo Fontana (Lega) a Porta a Porta a proposito del possibile titolare del Ministero dell’Economia. Quanto all’ipotesi che al Tesoro vada il Direttore di Bankitalia Rossi, Fontana ha risposto: “Per carità, una brava persona, ma non serve uno che vada in Europa a dire che va tutto bene”.

20.10 – Salvini: “Un ministero per la digitalizzazione”
“Istituire un ministero che si occupi solo di disabili, ma magari anche un ministero per la digitalizzazione, per togliere un po’ di scartoffie e di burocrazia”. E’ la proposta lanciata da Matteo Salvini, leader della Lega, nel corso di una diretta Fb.

20.08 – Salvini: “Se pensate che abbia paura avete sbagliato”
“Se pensate che mi metta paura avete sbagliato, io non mi spavento. Sorrido quando si dice che il governo Lega-M5s farebbe aumentare il debito pubblico. Ma se seguiamo le ricette imposte da Bruxelles, Parigi e Berlino e la sinistra, il debito pubblico sale e il lavoro scende. Noi vogliamo fare il contrario. E per questo bisogna dire dei no”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in diretta su Facebook. 

20.07 – Salvini: “Savona? E’ poco gradito all’establishment”
“Pare che nella lista dei ministri proposta da Lega e M5S ci sia qualcuno poco gradito all’establishment, come Paolo Savona”, un professore “conosciuto in tutto il mondo, con una solida base di studi e di lavoro alle spalle. Che torto ha? Ha osato dire che l’euro è una gabbia studiata dai tedeschi… allora ecco gli attacchi del governo francese, dell’europarlamentare tedesco, del ministro lussemburghese, dei giornali americani… ma allora cosa ci fate votare a fare se quando i popoli votano per un cambiamento, dite ‘attenti che è pericoloso'”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, nel corso di una diretta Fb, a proposito di Paolo Savona, l’uomo che la Lega vorrebbe a capo del ministero dell’Economia.

20.04 – Salvini: “O si parte o urne per maggioranza assoluta”
“O si parte o si cambia. Oppure se c’è qualcuno che ci dice non si fa, non potete, non dovete, allora si torna alle urne per avere la maggioranza assoluta”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in diretta su Facebook.

20.01 – Bonafede: “Conte confermato, noi siamo seri”
“Noi facciamo le cose sul serio, quando facciamo un nome è perchè ci crediamo. Se confermo il nome di Conte? Certo”. Lo ha detto il deputato M5S Alfonso Bonafede intervistato dai cronisti vicino alla Camera, escludendo un ritorno in auge di Luigi Di Maio come possibile presidente del Consiglio. 

19.49 – Castelli: “Moavero? Non so se ministro, magari avrà solo delega”
“Moavero non so se sarà ministro, magari avrà solo la delega, ma sa parlare con quel mondo. Noi non siamo contro l’Europa, non vogliamo spaccar tutto, vogliamo ridiscutere certe cose”. Lo ha detto Laura Castelli (M5s) commentando l’ipotesi che Moavero Milanese sia il ministro per i rapporti con l’Ue del governo M5s-Lega.

19.31 – Salvini: “Mattarella ci aveva detto che avrebbe aspettato un giorno”
“Non ho sentito assolutamente nessuno del Quirinale”. Mattarella “ieri ci aveva detto che avrebbe lasciato passare la giornata di oggi, non è una novità”. Così risponde Matteo Salvini, leader della Lega, interpellato dalle telecamere. “Conte è l’indicazione che abbiamo dato. Noi stiamo lavorando ai progetti: siamo pronti, io avrei cominciato già oggi a partire ma aspettiamo i tempi che dobbiamo aspettare”. A chi gli fa notare che sembra preoccupato, risponde: “Avere la responsabilità di un Paese sulle spalle non è roba da poco…”.

19.31 – Salvini: “Conte non eletto? Più sostenuto che dal 50% degli italiani…”
Conte non sarebbe un premier non eletto? “Più sostenuto di qualcuno che ha il 50% di voti degli italiani non ce n’è… La differenza è che Monti ha messo le tasse, noi vogliamo toglierle. Conte era nella squadra di governo dei Cinque Stelle e sarebbe sostenuto da chi ha più del 50% dei voti degli italiani”. Così risponde Matteo Salvini, leader della Lega

19.20 – Salvini: “Conte premier, no a Di Maio”
Giuseppe Conte è il candidato premier di M5s e Lega? “Abbiamo accolto le indicazioni degli amici dei Cinque stellesu questo. Continuiamo a lavorare”. Lo dice Matteo Salvini, parlando alle telecamere. Ripensamenti? “No”. Per ora rimane Conte? “Sì”. Lei garantisce che non accetterete Di Maio premier? “Lo abbiamo detto e lo ripetiamo”, risponde Salvini.

18.53 – Toninelli: “Manca l’ultimo tassello”
“Il contratto di governo c’è. Una maggioranza politica pure. Il cambiamento non è mai stato così vicino. Manca solo l’ultimo tassello”. Lo scrive su Facebook il capogruppo al Senato del M5S, Danilo Toninelli.

18.36 – Castelli: “Conte? E’ stato votato”
Per l’incarico e la nascita del governo ci vorranno “i giorni tecnici che ci vogliono – dice la deputata M5S Laura Castelli -, aspettiamo che Mattarella convochi Conte. Oggi ha voluto sentire i presidenti delle Camere, poi ha degli impegni istituzionali”. Che ruolo avrà Conte? “Quelli che hanno avuto tutti i premier della storia della Repubblica – risponde -. Era nella squadra di governo proposta dal M5s, chi ha votato M5s il 4 marzo ha votato anche Conte. Farà esattamente il ruolo politico che deve fare e che avrebbe fatto se ci fosse stato un governo cinquestelle. Quella persona è stata votata”.

18.28 – Paragone: “Di Maio? No, Conte”
“Di Maio? Chi l’ha detto? Forse fonti extraparlamentari. Fonti parlamentari dicono che il candidato premier del governo M5s-Lega ‘resta Conte'”. Così il senatore M5s Gianluigi Paragone risponde a chi, fuori dalla Camera, lo interpella sull’ipotesi che torni in pista la candidatura alla premiership di Luigi Di Maio.
Quanto al possibile ministro dell’Economia, Paragone risponde: “Paolo Savona a me piace tantissimo, salterei di gioia…”.

18.26 – Castelli: “Conte? Assolutamente sì”
“Assolutamente sì”, resta in pista come premier Giuseppe Conte, secondo la deputata M5S Laura Castelli. “Sarà Conte a proporre la squadra di governo a Mattarella”, ha risposto poi ai cronisti che le chiedevano di Paolo Savona.

18.20 – Giulia Grillo: “Conte? Ci mancherebbe altro!”
Giuseppe Conte resta il candidato alla Presidenza del Consiglio del governo Lega-M5s. E’ quanto assicura la capogruppo alla Camera Giulia Grillo che alla domanda afferma: “Ma ci mancherebbe altro!”. La deputata si è invece detta “dispiaciuta” per la “macchina del fango” che è stata accesa nei suoi confronti. 

17.33 – Nome di Conte al vaglio del Quirinale, 48 ore di riflessione
Su Giuseppe Conte non è stata ancora presa una posizione e la sua figura è al vaglio scrupoloso del Quirinale. E’ possibile quindi, anche alla luce di notizie di stampa sul suo curriculum, che il presidente Mattarella possa aspettare domani per tirare le somme. E, in caso positivo, convocare il professore di diritto privato nella giornata di giovedì. Al momento non risulta che ci siano stati contatti tra le forze politiche e il Colle.

17.30 – Gelmini: “M5s vittima della politica dell’odio da sempre praticata dai 5 stelle”
“Curriculum Conte vittima della ‘politica dell’odiò da sempre praticata dai #5Stelle. Chi la fa l’aspetti! #cinecurriculum”. Lo scrive su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

17.20 – Fonti Lega: “Incontro con Di Maio costruttivo”
“È terminato l’incontro tra Salvini e Di Maio. Il faccia a faccia, che si è svolto a pranzo in una mensa del centro di Roma, è durato circa un’ora e mezza. Clima sereno e costruttivo. Si va avanti, al centro della discussione gli ultimi dettagli in attesa della convocazione del Presidente Mattarella”. Così l’ufficio stampa della Lega.

17.05 – Borghi: “Savona? Se lui fosse all’Economia, persona indiscutibile”
“Io non so nulla al riguardo, ma se il candidato al ministero dell’Economia fosse Paolo Savona sarebbe una persona indiscutibile, a meno che uno non faccia un processo alle idee e a meno che non ci siano limiti di età…”. Lo dice Paolo Borghi, responsabile Economico della Lega e dato dai più in corsa per un posto da ministro, parlando con i cronisti alla Camera. A chi gli domanda se ci siano problemi sul nome di Savona all’Economia, “chiedete a Mattarella… -replica – Savona è una persona stimatissima. Non capisco perché una persona con lo standing di Savona, per lunghi anni a fianco di Guido Carli, se fosse in una lista, dovrebbe essere messa in discussione”. In sintonia con la Lega, dunque, per le sue teorie anti-euro? “Non è questione di essere anti-euro, ma pro-Italia”.

17 – Giulia Grillo: “Mattarella? E’ normale che si prenda i suoi tempi”
“E’ normale e fisiologico che il capo dello Stato decida i suoi tempi: sono tutte cose che già conosciamo”. Così la capogruppo alla Camera Giulia Grillo risponde a chi le chiede un giudizio sull’allungamento dei tempi circa l’incarico a Conte.

16.10 – Di Maio: “Ho visto Salvini per definire la squadra. Conte? Non sanno più cosa inventarsi”
“Ho visto Salvini, stiamo cercando di fare un governo”. Così, arrivando a Montecitorio, Luigi Di Maio risponde a chi gli domanda se abbia visto il leader della Lega.

16 – Ministra francese: “Lavoreremo con l’Italia nel rispetto degli impegni presi”
“La Francia lavorerà con questo governo italiano perché l’Italia è un paese vicino, partner, un alleato importante per la Francia”: lo ha detto la ministra incaricata degli Affari europei, Nathalie Loiseau, ai media francesi. La ministra ha aggiunto che la Francia lavorerà con l’Italia “nel rispetto degli impegni presi” nell’Unione europea e nella zona euro.

15.20 – Blog delle Stelle: “Chi ha paura di Giuseppe Conte?”
Dopo qualche ora è intervenuto anche il Blog sul caso del cv di Conte: “Uno spettro”, si legge, “si aggira per l’Europa: lo spettro di un governo votato dal popolo italiano. Tutti i media italiani e stranieri, alcuni burocrati europei, alcuni rappresentati di governi delle potenze straniere e gran parte dell’establishment si sono coalizzati, uniti dalla paura che finalmente nasca in Italia un governo con pieni poteri legittimato dal voto dei cittadini. La genesi di questo governo non è stata semplice, anche perchè per la prima volta nella Storia della Repubblica, il dibattito post voto non è stato sull’occupazione delle poltrone, ma sulla realizzazione del programma proposto ai cittadini”.

15 – Grillo posta sul suo blog “L’Attesa” di Giorgio Gaber
Ore frenetiche di contatti, incontri, totonomi. E in questo clima che Beppe Grillo sul suo blog posta “L’Attesa” di Giorgio Gaber e l’aria “stranamente tesa” che richiede “un gran bisogno di silenzio”, canzone dell’album “Anni Affollati”.

14.58 – Ex moglie Conte: “Sarà un buon premier, Stamina e curriculum sono stupidaggini”
“Sarà un buon premier, quelle sul curriculum e su Stamina sono tutte stupidaggini”. Così all’ANSA la ex moglie di Giuseppe Conte.

14.41 – Cottarelli: “Contratto farà arrabbiare i mercati”
“I consigli si possono sempre dare ma se non mi stanno a sentire è inutile che faccia una consulenza al governo. E se mi dovessero chiamare per una consulenza vi avverto”. Lo ha detto l’ex commissario alla Spending review, Carlo Cottarelli, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio della Cei, secondo quanto riferisce un comunicato dell’emittente. “Nel programma di governo – ha aggiunto Cottarelli – c’è scritto che come cura per i problemi del debito pubblico italiano bisogna fare più deficit, cioè bisogna spendere di più per ridurre il debito. Ovviamente chi l’ha scritto conta sul fatto che il Pil cresca e tutto si risolva con la crescita economica. Credo che questa sia una cosa che faccia arrabbiare i mercati. Chiunque dunque andrà alla guida dell’economia si troverà a gestire un programma in cui ci sono cose non molto rassicuranti per i mercati”.

14.05 – Incontro Di Maio-Salvini-Conte: sul tavolo la ‘grana Savona’
E’ in corso fuori da Montecitorio un incontro tra i leader di Lega e M5S Matteo Salvini e Luigi Di Maio. All’incontro, riferiscono fonti politiche, dovrebbe essere presente anche il premier designato dai due partiti, Giuseppe Conte. All’esame dei due leader la composizione della squadra di governo che, a quanto risulta, sarebbe comunque completata mantenendo, allo stato, l’indicazione di Paolo Savona all’Economia. Sul’assetto della squadra il candidato premier e i due leader starebbero comunque facendo gli approfondimenti.

13.30 – Ue: “Aspettiamo esito della procedura prevista dalla Costituzione”
In Italia “il procedimento previsto dalla Costituzione è in corso e aspetteremo fino a che questo procedimento non sarà concluso”. Lo dice il portavoce capo della Commissione Europea, Margaritis Schinas, a Bruxelles durante il briefing con la stampa. Schinas ha ricordato le dichiarazioni della settimana scorsa del presidente Jean-Claude Juncker, secondo il quale “l’Italia è della massima importanza per l’Ue. L’Ue non sarebbe completa senza la nazione italiana e senza il popolo italiano”. Alla domanda se la Commissione prenda dunque le distanze dalle dichiarazioni dei singoli commissari sul governo in corso di formazione in Italia, che si sono susseguite in questi giorni, Schinas si è limitato a ribadire che l’esecutivo Ue non farà commenti sul governo in corso di formazione in Italia finché non ci sarà un nuovo esecutivo.

13 – In corso incontro Di Maio-Salvini-Conte

12.30 – Casellati lascia il Quirinale
Il presidente del Senato Elisabetta Casellati ha lasciato il Quirinale.

12 – Casellati a colloquio con Mattarella
La presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, è al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

11.30 – Fico ha lasciato il Quirinale dopo 25 minuti di incontro
Il presidente della Camera Roberto Fico ha lasciato il Quirinale dopo circa 25 minuti di incontro con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e non ha rilasciato alcuna dichiarazione ai cronisti che lo attendevano nel Salone alla Vetrata.

11 – Fico è arrivato al Colle
Il Presidente della Camera, Roberto Fico, è al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che, nell’ambito delle consultazioni per la formazione del governo, ha voluto sentire di nuovo i presidenti dei due rami del Parlamento. Alle 12 è attesa al Colle quella del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

10.50 – Il leghista Centinaio contro Malmstroem: “Vada a lavorare”
“Vada a lavorare, la Malmstrom, vada a lavorare”. Così ha risposto Gian Marco Centinaio, Capogruppo della Lega al Senato, ad Agorà su Rai tre, a proposito delle critiche dell’Unione europea in vista della formazione del Governo Cinque Stelle-Lega.

10.45 – Austria: “Giudicare il nuovo governo italiano sui fatti e non sulle parole”
“Dobbiamo giudicare” il nuovo governo governo italiano “sui fatti e non sulle parole, e vedere cosa farà”. Così la ministra dell’economia austriaca Margarete Schramboeck al suo arrivo al Consiglio Ue commercio. Per l’Austria “l’Italia è un partner importante, in particolare un partner economico molto importante”, ha sottolineato.

10.30 – Malmostroem: “Alcuni elementi preoccupanti nelle idee del nuovo governo”
“Non abbiamo visto ancora tutte le questioni, ascolteremo e parleremo con loro, ma sì, ci sono alcuni elementi preoccupanti” nelle idee di politica commerciale del nuovo governo italiano. Così la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem. “Il nuovo governo non è ancora stato confermato quindi non abbiamo ipoteticamente discusso” con nessun interlocutore dell’esecutivo che sarà formato a breve, ha aggiunto la commissaria a chi le chiedeva se avesse avuto contatti con qualche rappresentante di M5S o Lega sulle questioni commerciali.

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