Il decollo dall’aeroporto José Martì dell’Avana e poco dopo, alle 12.08 (ora locale) lo schianto in una zona agricola tra Boyeros e Santiago de las Vegas. L’aereo va in fiamme e quello che rimane è una spessa colonna di fumo. A bordo del volo DMJ 0972 operato dalla compagnia messicana low cost Damojh erano 110 le persone a bordo. 107 sono morte: tra loro, riportano i media cubani, anche un bambino di età inferiore ai due anni e altri quattro minori. I membri dell’equipaggio, tutti messicani, erano nove. Solo tre persone sono sopravvissute e sono state trasportate in ospedale in condizioni gravissime. Nella lista dei passeggeri risulta una cittadina cubana naturalizzata italiana. Lo riferiscono fonti della Farnesina sottolineando che l’Unità di crisi è in contatto con la famiglia in Italia per fornire ogni possibile assistenza. Le verifiche delle autorità cubane non sono ancora terminate, aggiungono le fonti.

Il boing 737-200, che era diretto a Holguìn, era stato noleggiato dalla Damojh, low cost con base a Guadalajara. La rotta l’Avana-Holguin era stata affidata alla compagnia messicana dalla Cubana de Aviacion, costretta negli ultimi mesi a ritirare molti suoi aerei, a causa di problemi meccanici. Arrivato sul luogo della tragedia il presidente Miguel Diaz-Canel, che è succeduto a Raul Castro il mese scorso, ha subito dichiarato: “Ci aspettiamo un numero di morti molto alto”.

Cubana de Aviacion, i problemi della compagnia di bandiera – Giovedì il vicepresidente cubano Salvador Valdes Mesa aveva incontrato alcuni funzionari di governo per discutere di come migliorare un servizio molto criticato. Cubana, infatti, è tristemente famosa per i frequenti ritardi e cancellazioni dei suoi voli. Secondo i dirigenti, a causa della cronica mancanza di pezzi di ricambio, dovuta all’embargo americano. Il direttore generale di Cubana, il capitano Hermes Hernandez Dumas, il mese scorso aveva reso noto che negli ultimi quattro mesi i loro voli domestici hanno registrato un aumento di oltre 11mila passeggeri, che hanno reso ancora più difficile la regolarità del trasporto aereo nell’isola. E che nonostante questo, è stata migliorata la tempistica dei decolli. Tuttavia, ha rilevato il capo della compagnia, “l’embargo commerciale degli Stati Uniti ci ha impedito di acquistare velivoli di ultima generazione e di ottenere pezzi di ricambio per i nostri aerei”.

Lo schianto di queste ultime ore è stato il terzo grave incidente a Cuba dal 2010. L’anno scorso, un velivolo militare era precipitato nella provincia occidentale di Artemisa, e otto militari erano rimasti uccisi. A novembre 2010, un volo della AeroCaribbean da Santiago all’Avana si era schiantato per il maltempo, uccidendo tutte le 68 persone a bordo, tra cui 28 stranieri. L’ultimo incidente che ha coinvolto la Cubana risale al 3 settembre 1989: un charter partito dall’Avana per Milano, nonostante le pessime condizioni meteo, precipitò subito dopo il decollo, uccidendo tutte e 126 le persone a bordo, ed anche oltre venti persone a terra. La maggior parte dei passeggeri erano italiani.

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