“Una lettera a una figlia, un viaggio che parte dalla Germania degli anni ’30 e arriva fino all’Europa di oggi. L’Europa dei confini, del nuovo nazionalismo e del razzismo diffuso”. L’ultimo spettacolo di Beppe Casales, attore e autore di teatro popolare, mette in scena un forte paragone che sa di provocazione: “Nazieuropa è una domanda. Che differenza c’è tra la Germania nazista e l’Europa dei nostri giorni? – si domanda l’artista – Nazieuropa è il desiderio di sottrarsi all’indifferenza, di guardare con gli occhi ben aperti e di chiamare le cose con il loro nome”. Lo spunto di partenza per la narrazione sono i 15.000 morti della strage che sta avvenendo nel Mediterraneo negli ultimi dieci anni a causa delle leggi che vietano vie regolari per chi sogna di arrivare in Europa alla ricerca di una vita migliore.