“Una lettera a una figlia, un viaggio che parte dalla Germania degli anni ’30 e arriva fino all’Europa di oggi. L’Europa dei confini, del nuovo nazionalismo e del razzismo diffuso”. L’ultimo spettacolo di Beppe Casales, attore e autore di teatro popolare, mette in scena un forte paragone che sa di provocazione: “Nazieuropa è una domanda. Che differenza c’è tra la Germania nazista e l’Europa dei nostri giorni? – si domanda l’artista – Nazieuropa è il desiderio di sottrarsi all’indifferenza, di guardare con gli occhi ben aperti e di chiamare le cose con il loro nome”. Lo spunto di partenza per la narrazione sono i 15.000 morti della strage che sta avvenendo nel Mediterraneo negli ultimi dieci anni a causa delle leggi che vietano vie regolari per chi sogna di arrivare in Europa alla ricerca di una vita migliore.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Antonia Bernardini, la storia della donna che morì “legata come Cristo in croce” nel manicomio giudiziario di Pozzuoli

next
Articolo Successivo

Festa della mamma, il video emozionale di Carpisa è un boomerang. Polemica sui social

next