TRENTO – Attentati contro la linea ferroviaria che da Verona conduce al Brennero. Sassate contro le vetrine che espongono i simboli degli alpini. Scritte ingiuriose a Sociologia, occupata dagli anarchici. L’adunata nazionale delle Penne Nere è cominciata all’insegna dell’alta tensione.

Nella notte tra giovedì e venerdì due incendi hanno colpito altrettante centraline elettriche a Lavis e Civezzano. Un terzo qualche ora dopo lungo le linee della ferrovia della Valsugana, all’altezza di Caldonazzo. Il risultato è stato quello di gravi disagi sulla linea principale, con la cancellazione di 28 convogli passeggeri, proprio mentre nella stazione veronese di Porta Nuova affluivano centinaia di alpini intenzionati a raggiungere Trento. Sono stati attivati servizi sostitutivi con autobus, ma i disagi si sono fatti sentire per tutta la giornata. La provincia ha informato che la capacità della linea ferroviaria del Brennero sarebbe stata ridotta del 50 percento fino a metà pomeriggio, quando era previsto il completo ripristino della linea.

In Valsugana il principio di incendio è stato domato con tempestività dai vigili del fuoco, mentre due treni hanno interrotto la loro corsa prima che si completassero le verifiche sulla sicurezza della linea, il che ha comportato un ritardo contenuto, circa dieci minuti. Nessun problema, invece, sulla linea ferroviaria Trento-Malè. “L’emergenza – ha spiegato il dirigente generale della Protezione civile del Trentino, Stefano De Vigili – è stata affrontata in tempi e modalità ottimali, così da ridurre al minimo gli eventuali disagi e mettere in sicurezza la linea e i passeggeri. Questo conferma la validità del piano messo in atto per l’Adunata degli alpini”.

Sui luoghi degli attentati sono intervenuti agenti della Digos. Secondo quanto trapelato dalla Questura di Trento, gli episodi sarebbero riconducibili all’attivismo anarco-insurrezionalista. Ufficialmente si dichiara che non sarebbero direttamente legati all’occupazione da parte di studenti di area anarchica della facoltà di Sociologia a Trento per protesta contro l’adunata alpina. Comunque è lo stesso l’ambiente in cui si cercano gli autori di un attentato alle comunicazioni.

Da parte loro i rappresentanti dell’almeno mezzo milione di alpini atteso a Trento hanno dichiarato: “Siamo in presenza di fenomeni deprecabili, ma che sono assolutamente ininfluenti sullo spirito che anima l’Ana”. È stata diffusa una nota in cui legge: “In particolare questa Adunata nella città di Trento ha proprio lo scopo di ribadire la volontà di costruire serenamente un clima di collaborazione e di fraternità reciproca. Per queste ragioni l’Associazione Nazionale Alpini sente di poter vivere questi momenti con assoluta serenità d’animo, attorniata dalla stima e dall’affetto della popolazione locale, evitando di enfatizzare episodi che rimangono marginali e ben al di sotto della rilevanza che probabilmente volevano attribuirvi i loro autori”.

Eppure nei giorni scorsi erano state prese a sassate tre vetrine dell’Adunata store in via Santissima Trinità ed erano stati tagliati i teloni di alcuni gazebo in via Verdi. E alcune lettere minatorie sono state trovate in una sede. “Nulla a cui dare troppo peso – ha dichiarato Maurizio Pinamonti, presidente dell’Ana Trentino – sono cose che purtroppo di tanto in tanto accadono, a prescindere dall’Adunata. C’è sempre qualcuno che nella bussola della nostra sede di vicolo Benassuti ci lascia delle lettere anonime. Noi segnaliamo la cosa a chi di dovere, ma si tratta di comportamenti che lasciano il tempo che trovano”. Eppure sono apparse anche scritte ingiuriose (“Alpini assassini”) sui muri della facoltà di Sociologia occupata dagli anarchici e all’esterno di una casa di riposo (“Alpini stupratori”).

Intanto il presidenete della Provincia Ugo Rossi ha portato un mazzo di fiori e la solidarietà della città a Marica Montanari, la commerciante che gestisce il negozio dedicato ai gadget alpini. E ha attaccato le scritte degli anarchici: “Voglio lanciare un messaggio a coloro che in questi giorni, approfittando della risonanza mediatica dell’Adunata, hanno offeso gli alpini in maniera sconsiderata, senza memoria e senza rispetto, con scritte deliranti”.