Meno asfalto e più cielo: sembra esserci scritto questo nel futuro di Uber, l’azienda americana del car-sharing che ha aperto il secondo summit annuale denominato “Elevate”, dedicato all’“aviazione urbana”. Un’occasione per annunciare innovazioni e partnership per realizzare la prima rete mondiale di trasporto pubblico cittadino che sfrutterà le strade celesti.

Sei mesi fa, Uber aveva annunciato che sarà Los Angeles (California) una delle prime città statunitensi a beneficiare del servizio e, nel frattempo, l’azienda ha stretto ulteriori alleanze con importanti realtà manifatturiere e tecnologiche: l’obiettivo è di lanciare i primi voli dimostrativi entro il 2020 e i primi voli commerciali entro il 2023.

“Oggi, il summit annuale Elevate di Uber ha ‘spiccato il volo’ nel mostrare i progressi fatti dal settore aeronautico per rendere UberAIR una realtà concreta entro il 2023”, afferma in una nota ufficiale Jeff Holden, Chief Product Officer di Uber. “Questo include progettare diversi veicoli, un’apposita tecnologia a sostegno delle batterie, produrre e realizzare un sistema operativo che garantirà sicurezza, precisione e servizi rispettosi dell’ambiente su vasta scala che consentiranno alle città di migliorare radicalmente le loro reti di trasporto. Questo gigantesco sforzo per ottenere un volo con un clic può essere realizzato solo attraverso una stretta collaborazione tra il settore pubblico e quello privato, esattamente ciò che si prefiggono i summit di Elevate”.

Bisogna specificare che Uber non si occuperà della produzione dei veicoli ma lavorerà con i leader del settore per produrre velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale (VTOL) da impiegare per UberAir. Alla guida del progetto Elevate, Uber ha scelto Eric Allison, precedentemente alla guida di Zee.Aero. Lo scorso anno la compagnia americana aveva assunto Celina Mikolajczak, che lavorava in Tesla, e  due veterani della NASA, Mark Moore e Tom Prevot. Peraltro, la ricerca della NASA sui concept e le tecnologie UAM (Urban Air Mobility) “produrrà dati necessari a supportare la creazione di standard industriali, regole e procedure per la Federal Aviation Administration (FAA, ente federale per l’aviazione americana), e altre normative”.

Fra i progetti svelati al summit spicca Uber ha svelato un prototipo in grado di volare a più di 1.000 piedi dal suolo alla velocità di 240-320 km/h: il “veliveicolo” è dotato di quattro serie di eliche elettriche per il decollo e l’atterraggio verticale, ideate per renderlo più sicuro e silenzioso rispetto agli elicotteri convenzionali. Il progetto interessa partner del calibro della brasiliana Embraer e di Pipistrel, produttore del primo aereo elettrico al mondo approvato dalla FAA, l’Alpha Electro.

Inoltre, come si legge in una nota ufficiale, “Uber e Karem Aircraft collaboreranno al loro ultimo velivolo, Butterfly, un convertiplano a quattro ruote con quattro grandi rotori montati sulle ali e sulla coda. Questo design risolve il compromesso tra l’esperienza di volo e l’efficienza di crociera attraverso un veicolo elettrico al 100% perfetto per la rete uberAIR”.

Il progetto sembra interessare anche l’esercito americano: infatti, il CRADA (U.S. Army Research, Development and Engineering Command, Army Research Lab) ha stipulato con Uber un accordo per il cofinanziamento e lo sviluppo di un propulsore co-rotante. Trattasi di un nuovo prototipo con due rotori posizionati l’uno sopra l’altro che ruotano nella stessa direzione e sono notevolmente più silenziosi per un velivolo.

Naturalmente le esigenze energetiche di questo velivoli elettrici urbani saranno elevate e necessiteranno di batterie estremamente avanzate, capaci di assicurare grande autonomia e tempi di ricarica esigui: per questo Uber ha annunciato una partnership con E-One Moli (Moli) per lo sviluppo di accumulatori per i VTOL.

“Moli lavorerà fianco a fianco con il team responsabile dello sviluppo delle batterie di Uber, guidato da Celina Mikolajczak, per svilupparne tali che possano essere impiegate in futuri prototipi con veicoli partner”, si legge in un comunicato ufficiale. E poi, va da sé, serviranno “colonnine di ricarica” adatte: quindi, al summit ChargePoint – network leader al mondo nella realizzazione di sistemi di ricarica per veicoli elettrici – ha mostrato il primo prototipo di design per una stazione di ricarica da due megawatt ad alta resa per velivoli elettrici e camion che servirà anche per i VTOL.