Giuseppina Bruzzano, 53 anni, ha lavorato per 33 anni nel centro per anziani e disabili di Milano, il “Piccolo Cottolengo Don Orione“, come ausiliaria socia-assistenziale (Asa). Nel 2012 le è stato diagnosticato un tumore all’intestino, che ha superato dopo 49 infusioni di chemioterapia. Nel 2013 è tornata al lavoro, portando con sé una serie di limitazioni fisiche che non le permettono di svolgere compiti troppo pesanti. Dopo cinque anni durante i quali si è occupata di mansioni diverse, le è stato proposto una sorta di part-time da 15 ore alla settimana. Lei, però si è rifiutata. E a stretto giro è arrivata la lettera di licenziamento, firmata dal direttore del centro, don Pierangelo Ondei (che abbiamo provato a contattare, senza successo). Il Don Orione, come si legge sul sito ufficiale, ospita circa 300 persone, al servizio delle quali c’è una comunità religiosa di sacerdoti e di suore e 300 collaboratori laici

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Natuzzi annuncia mille licenziamenti: ‘Stop investimenti, troppi contenziosi’. Sindacati: ‘Ci ripensi o nuovo conflitto’

prev
Articolo Successivo

Rosarno, nulla cambia. Medu: “Sfruttamento e contratti non registrati. Istituzioni hanno cronicizzato problema”

next