Il Comune di Roma ha registrato per la prima volta una bimba con due papà senza l’intervento di un giudice. I tecnici del Campidoglio, ha spiegato il legale Alexander Schuster, che ha seguito la vicenda, hanno accolto la richiesta dei genitori della piccola nata in Canada, grazie alla “gestazione per altri”, effettuando una “trascrizione completa e spontanea”.

Si tratta di “un’importante svolta nel comune più grande d’Italia”, spiega l’avvocato. La trascrizione si è perfezionata in questi giorni e nasce dalla pronuncia della Corte di Appello di Roma dello scorso 15 febbraio, chiamata a giudicare la richiesta di un’altra coppia, che ritiene “non contrario all’ordine pubblico il riconoscimento delle sentenze canadesi che riconoscono ai tre figli della coppia il secondo padre”.

Sulla scorta di quella decisione, in questo caso gli uffici comunali hanno quindi eseguito prontamente il precedente ordine giudiziario e da oggi la bambina ha documenti che menzionano a pieno titolo entrambi i genitori. Per l’avvocato Schuster “la svolta di Roma, comune già condannato per il rifiuto opposto al riconoscimento della sentenza francese di adottiva da parte della co-madre, è un momento importante per l’autorevolezza del Comune e il numero di famiglie arcobaleno che vivono nella Capitale”, visto che in questo caso gli uffici hanno registrato la bimba subito dopo la decisione del giudice, senza opporsi.

Un caso simile, ma legalmente sganciato, ha recentemente coinvolto un’altra amministrazione guidata dal M5sA Torino, la sindaca Chiara Appendino ha firmato l’atto che riconosce Niccolò Pietro, nato da procreazione assistita, come figlio di Chiara Foglietta e Micaela Ghisleni. Oltre a lui, sono stati trascritti gli atti di altri due bambini di coppie omogenitoriali. Si era trattato del primo caso in Italia: mai un Comune aveva riconosciuto pari diritti a un bimbo nato in Italia da coppia gay senza chiedere l’intervento di un Tribunale.