Svastiche, aquile, comandi in tedesco: non è mancato proprio niente alla finta parata di SS organizzata a Cascina dalla sindaca leghista Susanna Ceccardi, per ricordare la Liberazione dal nazifascismo. Una rievocazione storica, con tanto di occupazione dell’ex pretura, da parte di un comando tedesco, e con il gran finale segnato dall’arrivo degli americani: jeep con i soldati che salutano e bandiere a stelle e strisce che sventolano. “1944 – Quando passò il fronte” ha messo in scena, tralasciando però i partigiani, i due schieramenti che si affrontarono in Toscana tra il 1944 e il 1945. “Sembrerà di essere sul set di un film”, aveva annunciato la sindaca sulla sua pagina Facebook martedì, prima di essere sommersa dalle polemiche. Stamani la cittadina in provincia di Pisa si è svegliata con una frase sui muri del municipio: “Rispetto per i partigiani”. Lo ha scritto qualcuno con una bomboletta spray e il Comune ha mandato subito un operaio a ritinteggiare la parete.

Nel frattempo, però, hanno preso le distanze dalla manifestazione anche Anpi, Pd e Liberi e Uguali. A non andare giù sono proprio i figuranti vestiti da nazisti. Se la “Colonna della Libertà”, così si chiama la sfilata di mezzi degli Alleati, passa ogni anno da molte città della Toscana, le colonne di SS sono una vera novità, voluta dal Comune. Un ruolo affidato, non si sa a quale costo per le casse del Comune, a un’associazione toscana, la “Ultimo fronte 1945 – Die Letzte Front 1945”, dedita a rievocare nel dettaglio i militari del Terzo Reich. “Siamo amici accomunati dalla passione della Storia”, si legge sul sito dell’associazione. Ma, a quanto pare, più di una parte. Insieme, i soci di “Letzte Front” simulano le difficoltà che le SS vissero al fronte. Nessuna parola, invece, sul sito, per le migliaia di civili trucidati da quelle stesse divise durante l’occupazione dell’Italia. “Oltre alla passione per la storia, i reenactors sono legati da rapporti di sincera amicizia e cameratismo creati dalle difficoltà che ci si trova ad affrontare insieme durante i campi, le simulazioni di battaglie e gli addestramenti. Il reenactment è anche una sfida per dimostrare a se stessi di avere le capacità di superare le difficoltà oggi sconosciute nella vita moderna”, scrivono ancora i soci di “Ultimo fronte” nella loro presentazione. Una sorta di Giovani Marmotte in salsa hitleriana, con tanto di stilettata alla molle “vita moderna”.

Ma la manifestazione non corre così il rischio di infrangere la legge Scelba, quella sull’apologia di fascismo? E’ quello che si è chiesto Nicola Frantoianni, deputato di Liberi e Uguali, che ha presentato un’interrogazione. “Il governo condivide questo modo di rievocare e festeggiare la Festa della Liberazione dal nazifascismo?”. Respinge le accuse la sindaca Ceccardi. “Nessuna apologia, nessuna ideologia, nessuna esaltazione di niente. E’ soltanto uno sguardo alto e distante, ma comprensivo, rispetto agli accadimenti che si sono susseguiti nella guerra” ha detto in municipio, prima di dare il via alla conferenza storica che ha preceduto la parata. “E’ una manifestazione dall’alto valore culturale, turistico e storico – aggiunge – che si svolge da 10 anni in tante altre città amministrate anche dalla sinistra e dal Pd. Da parte nostra non c’è stata alcuna apologia o esaltazione, ma semplice ricostruzione storica. Le ricostruzioni fantasiose sono della sinistra che non ha altro da fare che cercare clamore politico”. All’incontro era presente anche il neodeputato leghista Manfredi Potenti che ha tra l’altro equiparato le uccisioni dei nazisti a quelle degli americani. “In episodi delittuosi come stragi, uccisioni, qualunque esercito di qualunque colore di qualunque tipologia di uniforme non dovrebbe assolutamente in nessuna maniera trovarsi coinvolto”. Dure le parole del costituzionalista e deputato Pd, Stefano Ceccanti. “Non siamo scemi – dice a ilfattoquotidiano.it – Lo capiamo che politicamente, sotto traccia, c’è un intento nostalgico di parificare le ragioni dei nazisti occupanti con quelle dei resistenti. I promotori andrebbero sommersi simbolicamente di rose bianche, il simbolo dei resistenti antinazisti. Attendiamo urgentemente le sperate dissociazioni”. Non ci sono state.

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